giovedì, 28 aprile 2005

- Colui che oltre ad essere stato un mio fidanzato (e quindi indubbiamente privilegiato), l’anno dopo mi ribaccagliò, senza motivo; probabilmente così tanto per fare, e una sera, sotto le stelle, davanti al mare si sdraiò accanto a me sul lettino.
Parlammo, ci capimmo, ci baciammo.
Il silenzio calò. Forse me lo sentivo, anche se ho spesso rimpianto quella maledetta boccaccia che mi fece ingenuamente chiedere…
< A cosa stai pensando?>
E lui… rispose…. < ..a Chiara>…
(io mi chiamo Cristina per chi di voi stolti non lo avesse ancora capito)
Umiliata, ammutolita, sbigottita rimasi fedele al mio cazzo di motto “peace and love” e feci la superiore..
Fingendo che non me ne fregava nulla.. fingendo che non mi avesse profondamente colpito (e affondato).
Non perché lo amassi.. figuriamoci.. ma solo perché l’orgoglio mi si infilò dove non si può dire.
Ancora oggi a distanza di anni.. me la ricordo.
Ancora oggi rimpiango con tutta me stessa di non aver scaraventato tutto il mio schifo in quella serata di luglio.
Ma nessuno ti aveva cercato brutto stronzo!
Nessuno…
Non si merita in realtà neppure un post, né un posto nel mio blog.
Ma c’è questa ferita adolescenziale.
E’ più grave di quella di Spiderman perché con lui almeno dei mesi ce li avevo spesi!
Ecchecazzo! Sai uno che non mi conosce.. lo posso capire.
Nessuno dovrebbe mai farti sentire tanto poco speciale..
… quando ci ripenso mi sale tutto ancora..
Voglio ancora offenderlo con tutto lo sdegno possibile.
Forse all’epoca mi dimostrai matura..
Forse adesso lo sono di meno.
Se lo vedessi so che non direi nulla e lascerei correre anche perché ha toppato lì, e un altro paio di volte, ma poi non è un cattivo ragazzo.
Poi adesso non è che stia benissimo secondo me.
Non lo odio.
Lo odio solo quando penso a quella sera.
Vorrei riavvolgere il nastro e cambiare.. la mia reazione.
Comportarmi da quindicenne! Non da trentenne come invece ho fatto.
E…poi.. sorrido…
Perché per lo meno.. qualche rivincita me la son presa… dopo…
Si.. ti sta proprio bene che dopo mi son messa con tuo fratello!

CristinaPR ha suonato per voi un concerto di musica rock a colazione da tiffany trott.
    Erano le 16:58 | link | commenti (15)



martedì, 26 aprile 2005

 
AVIDITA' DI LIBERTA'
Il denaro è potere.
E il potere a me mi sta sul cazzo.
Si in modo volgare e schietto. Non amo le persone che si possono definire orgogliose di loro perché hanno fatto i soldi, e mi stanno anche un po’ sulle palle chi va per forza con la macchina di lusso a giro.
Nel senso, se la macchina è bella, e te ce l’hai costosa, va bene, mica è reato, ma devi saperla gestire.
Non mi piace che te la guardi e ti compiaci più di tanto.
Io mi compiaccio quando faccio qualche cazzata, e quando le mie socie mi prendono per il culo due settimane, mi sento una grande quando mi osservo allo specchio e mi trovo attraente, come mi sento figa quando rileggo alcune pagine di questo blog.
Ma non mi sento grande per il mio stipendio (bè.. certo.. come potrei..) anche se vorrei più soldi, ma solo per poter andare via di casa, farmi un appartamento, provare cosa significa stare da soli una settimana, e toccare con mano i mie panni sporchi.
Chiuderli dentro una busta e depositarli davanti alla mamma.
Pregando che risistemi tutto.
Vorrei più soldi, per potermi comprare la macchina.
Così da poter imparare finalmente a guidare come si deve.
E magari prendere e fare quel viaggio di cui tanto parlo con Sara, andare in Spagna e visitare l’Andalusia – mi hanno detto che è bella.. bellissima… -
E guidare io e lei, finche non abbiamo sonno per poter riposare davanti ad una spiaggia.
Vorrei i soldi per potermi comprare tutti i dvd di Sex in the Citu che Tv Sorrisi e Canzoni bastardo beffardamente ha smesso di stampare al modico prezzo di 12 €! (ma che mi comprava babbo..quindi).
Vorrei avere i soldi per poter dire che stasera pago io per tutti.
E zitti.
Vorrei avere i soldi per poter prendere uno scooter e viaggiare nella capricciosa Firenze, senza dover stare a prendere 15 bus di tutti i colori di tutte le linee, rischiando di essere derubata per l’ennesima volta.
Ma non vorrei i soldi per il potere.
Non mi fregerebbe di avere un’azienda.
Tanto non la so fare andare avanti un’azienda.
Te vorresti aprire un attività?
Un attività a scopo di lucro?
Io vorrei far costruire un mega canile bellissimo.
Vorrei poterli mantenere io gli animali, comprare il cibo, l’acqua, pagare gli stipendi dei custodi gentili, le coperte per il freddo, la piscina per il caldo.
…. a me non fregherebbe di avere una casa ultra accessoriata.
Mi basterebbe il piano cottura, un divano e un tavolino per invitare i disgraziati, forse la vorrei arredare un po’ come ha fatto Luca, mettendo i materassi per terra e le piante di Maria dietro il guardaroba.
Poi vorrei avere il potere in casa mia di dire “mangio quando lo decido io”.
E poi vorrei girare in reggiseno tranquilla senza pudore ne vergogna.
Ma non mi fregherebbe di comprare delle televisioni per poter metterci i raccomandati.
Vorrei avere i soldi per poter comprare un bel regalo a mio fratello. Tipo la vacanza.
Che adesso con il fatto che ha fatto l’incidente non sa più se può andare o no.
Ma non mi interessa la Ferrari fuori.
Ne il belloccio del modello da portare a letto.
Vorrei poter dire oggi non vado a lavoro perché dobbiamo andare a vedere il mare.
Il cellulare si, lo desidero all’ultimo grido, ma solo perché quando squilli faccia “FEAR OF THE DARK”. Solo perché il telefonino stesso gridi!
Vorrei poter dire che si stava meglio negli anni 70.
Ma non credo di poterlo ammettere.
Perché sono troppo abituata a questo internet, e a questo essere telematica.
Vorrei non avere più il Dio denaro che mi comandi.
Ma comanda anche me.
E comanda anche te.
Anche se non sono avida, perché forse non ho denti per mordere… (anche se i miei denti costano 4 mila euro attualmente) o forse perché di carattere sono troppo trash.
Ma gli occhiali di Chanel ce li ho..
Ma anche il giacchetto da dieci euro…
Non so…
Allora concludo con questo:
Woodstock, Joplin che suona, io che mi sdraio sull’erba e che fumo una canna in onore di Piece of My Heart, mentre un bambino passa scalzo e mi offre un fiore, io lo guado gli dono un bacio e penso che se l’Eden fosse vicino non potrebbe rassomigliare a nulla di tutto ciò.
Questo post è dedicato a tutti quelli che nella loro gioventù hanno fatto i figli dei fiori sui banchi di scuola e che adesso tutte le mattine si vestono si mettono per benino davanti allo specchio, si pettinano e si inprofumano.
A tutti quelli che credevano che avrebbero fatto qualcosa di diverso, ma che ora non gli sembra tanto male quello che stanno facendo.
Alle persone che ogni tanto con una canzone si svegliano e si rendono conto che hanno soffocato una parte di loro stessi, solo per poter vivere con gli altri esseri, ma che non si sono dimenticati comunque delle vecchie concezioni irrealizzabili.
A coloro che si faranno compagnia per sempre.

CristinaPR ha suonato per voi un concerto di musica rock flowers son mania.
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mercoledì, 20 aprile 2005

Elogio al commercio sessuale maschile
Gli uomini vanno a puttane.
E’ un dato di fatto. Ci vanno e continueranno ad andarci. Potrei svolgere prossimamente un bel sondaggio sul perché e sul come è stata l’esperienza, ma oggi non succederà.
Oggi io invece quale portavoce del mondo femminile e maschile in perfetta simbiosi fra loro, vi spiegherò perché le donne non hanno un commercio sessuale altrettanto valido.
Primo punto:
Il nostro eccitamento parte principalmente dalla testa. Per gli uomini no.
E il nostro cervello non digerisce di pagare qualcuno perché venga con noi, per quanto nelle nostre fantasie lui rispecchi il massimo; non riusciamo comunque ad accettare subconsciamente il suo NON DESIDERIO.
Perché è di questo poi di cui si parla.
Non è certo una questione di morale.
Ma per favore.
Vado da una fan di Nick dei BSB e le chiedo se pagherebbe per una notte con il suo idolo. Secondo voi cosa mi risponde?
“no io non pago gli uomini??” Quella accetta subito.
Punto due:
La donna è abituata ad essere cercata desiderata, anche se siamo diventate delle astute baccagliatici con gli anni, però abbiamo una molla interiore che viene mossa solo se l’uomo viene a cercarci.
Punto terzo:
Non ci bagnano al pensiero che al prostituito gli viene ritto solo perché magari ha preso una scatola di viagra! Cioè anche se avessimo che ne so … Jonny Depp davanti al solo e fugace sospetto che lui possa nutrire nei nostri riguardi uno schifo tremendo, è una forte passione per il nostro portafoglio, ci blocchiamo, e tutto il processo di lubrificazione e quindi di godimento va a farsi benedire.
L’uomo invece nelle sue forme più animalesche e bestiali, va anche con la ragazzetta martoriata di 15 anni.
Costretta da banda di albanesi (o qualsiasi nazione compresi i napoletani.. non voglio sembrare razzista), a prostituirsi contro la sua volontà.
Apprezzo molto di più quelli che vanno nelle case chiuse, o come i calciatori che pagano delle belle donne, consapevoli e disponibili.
Il mercato del sesso mi fa schifo non per quello che rappresenta, il sesso è sesso e di regole in questo campo ce ne sono poche, ma per quello che gira intorno a esso.
Costringere qualcuno a fare quella vita, o sfruttare corpi ormai alla disperazione più totale per trovare magari i soldi per qualche dose, è veramente triste.
D’altra parte ci servono le prostitute. Pensate ad una persona con qualche handicap, o malformazione…
Qualcuno che magari non trova nessuno, e che non può che accontentarsi di una sega.
Bè credo che regalarsi un po’ di piacere sia meglio che rapire una donna, o lo stupro no?
Per concludere e riallacciarmi al discorso di prima.
Le donne sarebbero uguali agli uomini, se avessero un processo fisico e psicologico che permetterebbe loro di eccitarsi pagando una persona.
Non è una questione di morale.
Fine.
 
Lo so che ci sono anche quelle che vanno con i Gigolo’ e quegli che non andrebbero mai con le puttane.. ma era un discorso generico!
Che palle!

CristinaPR ha suonato per voi un concerto di musica rock quando mi sento carrie bradshaw.
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martedì, 19 aprile 2005
CONSIGLI PER UOMINI CHE DESIDERANO AVERNE

alle donne piacciono:
i messaggini della buona notte specialmente se si concludono con “piccola, amore, tesoro”
i baci sul collo. Inutile fare sesso orale se non si parte dall’alto. Ma come dobbiamo farvelo capire??
i baci con la lingua a sorpresa
gli sguardi intesi e le carezze
le coccole “dopo”
le coccole durante i films
la mano nella mano mentre si passeggia
essere presentante agli amici
le sveltine solo se siamo in piedi o in luoghi non consoni se no non si considera sveltina.
Anche nella sveltina bisogna passare comunque dal collo.
Gli abbracci stretti stretti.
Le letterine per i compleanni e gli anniversari e per natale
Le compilation fatte con canzoni sparse e regalate così senza motivo
Gli squillino durante il pomeriggio.
A qualcuna anche i peluche.
I giacchetti messi sulle spalle quando è estate e inizia a far freddo la sera e noi siamo vestite succinte e moriamo dal gelo.
quando accendete il riscaldamento in macchina se vedete che tremiamo.
lo “scusarmi per le mani fredde”.
Il “te la porto io l’acqua”.
Il “come sei carina oggi”.
Quando lasciate un golf o una mogliettina.
L’anello d’argento di poco valore scambiato dopo un mese.
E mille altre cose che ora non mi possono venire in mente per ragionevoli problemi di tempo.

CristinaPR ha suonato per voi un concerto di musica rock quando mi sento carrie bradshaw.
    Erano le 09:45 | link | commenti (11)



lunedì, 18 aprile 2005

VENERDI' 15 APRILE

Nei bagni del Cencio's (PRATO).

Con socia Alessia al mio fianco.

CristinaPR ha suonato per voi un concerto di musica rock le avventure.
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venerdì, 15 aprile 2005
LA CASA DEL SONNO

Quanto si può amare una persona?Fino a che punto la nostra mente può spingersi oltre la fisicità e la razionalità? Il libro che sto per presentarvi lo vendono come uno spensierato romanzetto giovanile. C’è una casa degli studenti universitari, niente di più allegro e leggero.

Mi è sembrato talvolta che l’autore volesse distogliere l’attenzione (anzi lo ha fatto sicuramente secondo me) dal corpo principale della storia,  creandoci tanti contorni sui misteri del sonno, dell’insonnia, cataplessia etc..

Come se noi, ingenui lettori, dovessimo concentrarci su altro.

Invece ciò che lascia a bocca aperta è Rober il quale per amore di Sarah, donna dalle preferenze sessuali confuse all’età universitaria,  decide di cambiar sesso dopo una decina d’anni, per poter stare vicino alla donna che lui crede perfetta e di amare per la vita.Quando mi rendo conto, leggendo, che lo farà davvero, mi soffermo a pensare a quante volte nella vita crediamo di essere davvero presi da una persona.

Molti direbbero “è un libro..” come “è un film, mica la realtà”.

Bè da una parte sono felice che non lo sia. Mi sa di pazzia.

Dall’altra però viene da chiedersi quanto l’amore possa far male ad una persona, condizionarla, atterrirla, disintegrarla, fino a perdere addirittura la propria identità.

Se mi avessero fatto leggere questi libri a scuola, sarei certamente stata più contenta ed attiva celebrarmene.

Invece di darmi “il Giardino dei Finzi Contini”!

Sono rimasta folgorata, inutile dirlo. Mi aspettavo una cazzata di libro, in fin dei conti so che ce ne saranno di migliori..

Il sacrificio di questo personaggio per il proprio amore è da sottolineare, perché nessuno credo nessuno sa cosa significa davvero sacrificarsi per il proprio amore.

Forse possiamo farci rifare le tette.. si.. forse possiamo schiarirci i capelli o indossare biancheria un po’ più succinta, ma cambiar sesso!

Il sacrificio di Robert mette in cattiva luce Sarah che ad un certo punto ti sta anche sul cazzo. Immeritevole, non vede ciò che ha davanti agli occhi. Mastica a stento i sentimenti di lui.

Questo libro lo dimenticherò perché poi io dimentico tutto, lo assorbo, mi ci infilo mani e piedi, e dopo mi scordo anche di averlo letto.

Spero che queste parole rammenteranno qualcosa nella mia testa ariosa di entrante e di uscite valide per una tempo lampo.

Per finirla concludo nel dire che il libro si divede fra passato e presente ed ho trovato la cosa veramente intelligente.

Voto: 7.5

 

 

CristinaPR ha suonato per voi un concerto di musica rock about.
    Erano le 10:22 | link | commenti (9)



giovedì, 14 aprile 2005

CristinaPR ha suonato per voi un concerto di musica rock .
    Erano le 16:38 | link | commenti (2)



I 10 COMANDAMENTI DI UNA MAMMA:

1.CENTO UOMINI MA UN LAVORO

Sta ad indicare che devi nella vita sempre pararti il culo, e non accasarti mai nè farti mantenere da un uomo, perchè quando ti romperai le palle o quando si romperà le palle lui ti precludi la possibilità di troncare la relazione. Trascinarla all'infinito finchè morte non vi separi. Mamma me lo ha detto forse la prima volta quando avevo 5 anche 4 anni.

2. IN CORPO C'E' BUIO.

Riguarda il cibo. Se sei schizzinosa nel mangire o se fai "i fichi" come dice lei ovvero la complicata con la puzza sotto il naso, sappi che nel tuo stomaco occhi non ce ne sono e il cibo è sempre cibo. Questo me lo dice tutti i giorni quando le dico che la roba che ha fatto per cena fa cacare!

3. CHI E' BELLO SEMPRE NON E' BELLO MAI

Questa me la diceva quando ero ragazzetta ed avevo un aspetto che andava tra una mummia ed uno zombie. Pero' come tutte le ragazze se mi pettinavo (all'epoca non lo facevo sempre) e mi truccavo e mi mettevo per benino alla fine sembravo anche carina. Lei mi diceva che era meglio così che essere sempre perfetta perchè le persone dopo non le sorprendi più! Questo comandamento l'ho realmente riscontrato certe volte le persone non mi riconoscono.

4. RINGRAZIA IDDIO

A sfondo religioso, di solito lo tiene in serbo nei momenti di rabbia, quando vede che riesco comunque ad incastrarla se magari mi ha perso o stinto un paio di mutande.. Lei sostiene che già il fatto che me le abbia lavate sia da evidenziare e da premiare. E quindi devo ringraziare. Questo detto è inappellabile, io rispondo sempre sconfitta "GRAZIE DIO"!.

5. LE AMICHE NON ESISTONO

Mia mamma è stata certamente delusa nel campo dell'amicizia. Sopratutto quello femminile.      Per lei non esiste che io abbia delle amiche reali, cioè soggetti che hanno a cuore il tuo benessere. Per lei non è vero e prima o poi te lo butteranno da qualche parte. Conoscendo il suo passato non la biasimo, peccato che questa cosa non la concordi appieno.

6. CHI TI VUOLE BENE COME LA MAMMA O TI FINGE O TI INGANNA.

Niente di più puro e vero. Quando dico "ma tizio ha detto.." e lei non è d'accordo tira fuori questo detto e io mi cheto.

7.  HA SEMPRE RAGIONE LA MAMMA

Bè questo è tenero. Mi scappa solo da ridere.

8. CAMBIATI CHE TI SPORCHI

Se non lo faccio.. mi sporco di sicuro. Anche se in realtà non mi succede mai ma se lei lo pronostica allora.. è meglio che mi cambio e che stia zitta.

9. LA GIOVENTU' PASSA IN FRETTA E NON RITORNA PIU'

Mamma dice che devo solo vivere per questi anni, che sono i migliori e che non mi rendo neppure conto di quanto sia forte il rimpianto dopo. Lei ricorda gli anni 70 come il paradiso dei paradisi.

10. MEGLIO SECCHE CHE GRASSE

E anche questo è bellissimo! Al bando le ciccione per lei esiste solo lo 42.

Per fortuna non gli ho dato mai preoccupazioni in tal senso.. ma Mamma è davvero poco tollerabile.

Questi comandamenti sono personali, e forse voi penserete che sono malata tipo Forrest Gump con i cioccolatini di sua mamma, o che mia madre sia matta e stronza.

E' la persona più brava e buona del mondo, tutto quello che dice lo fa con spontanietà, e queste fresi sono quelle che più mi resteranno impresse insieme a miglioni di altri gesti o concetti.

Lei è una cosa unica e dovevo dedicarle un post.

CristinaPR ha suonato per voi un concerto di musica rock robaccia.
    Erano le 15:40 | link | commenti (5)



mercoledì, 13 aprile 2005

Cap. A: Oblio di attesa

La principessa se ne stava seduta comoda sul letto a baldacchino.
Aveva davanti la grossa finestra che si affacciava sul bosco incantato.
Sempre il solito cazzo di rumore che la tormentava.
I muratori stavano sistemando con gran fracasso le cinta del fosso, anche perché alla prima ondata di mal tempo sarebbe venuto tutto fuori il lurido fiume che stagnava da secoli.
Il Re aveva dato disposizioni ben precise, e gli operai distrutti dal sole lavoravano ininterrottamente da diversi giorni.
Ma non ce la faceva davvero più, Lei a sentire i trapani e i picconi.
Spazientita chiamò la serva, urlò, ma la servetta non sentì.
“fanculo a Sky”
Sapeva che stava sicuramente rintanata nella cucina di lato a guardarsi tutti gli aggiornamenti su Channel “E”, sapeva che era lì, assorta, con in mano le patate e i baccelli mentre preparava il contorno per la sera e si guardava avida i pettegolezzi.
Che stupida serva.
La principessa passò veloce tutte le stanze del corridoio, scese le scale.. e si diresse verso il salotto.
Avrebbe voluto fare del gran sesso, ma non poteva.
Finchè lui, il Principe non giungeva doveva restare casta.
Alle 17 comunque avrebbe potuto approfittare del suo Fanciullo di corte che di tanto in tanto con la scusa di potere libri di interesse storico coccolava la Principessa afflitta da una forte solitudine.
Intanto…
Il Principe tracannava allegramente con i due compagni.
Loro erano solo cavalieri in confronto a lui, ma ad egli andavano bene ugualmente.
Erano cresciuti assieme.. e delle differenze sociali gli importava poco.
Il Principe sedeva tutto rilassato e spensierato.
La cameriera faceva del gran chiasso, era tutta felice della presenza del Bel Principe che iniziò a civettare in modo evidente.
Evidente per una donna.. non certo per un uomo.
Lei si chinò e mostro allegramente il seno nel corsetto, i jeans attillati lasciavano poco all’immaginazione, ma la musica da discoteca distraeva tutta la sensualità e il Principe sorridendo bevve ancora un po’.
Sapeva che qualcuno lo aspettava.
Si ricordava di una certa Principessa donatole dal destino.
Era a conoscenza di tutta la storia.. tutta quanta.
Ma non si mosse..
Anzi montò a cavallo chiamo i fidati amici e rimandò ancora il viaggio.
Rimandò e basta.
Lei…
"Ma dove cazzo sarà?"
"Che palle! E perché mi fa questo? "
"Neppure un misero uccello viaggiatore? Un messaggino?"
Controllò il videofonino.
Niente.
A quel punto suonò il campanello; era il giullare.
“Vado io..”
Si chiusero in camera… e si fece consolare..
Dall’altra parte del bosco…
"Quella maledetta Principessa!!
Che cosa che cosa avrà di speciale?"
La Lady Pissera si osservò allo specchio. Aveva i capelli neri e lisci, e un fisico asciutto.
Ma anche la Principessa lo aveva.
L’unica sua fortuna era quel castello… oltre il bosco oltre la valle circondato da draghi malvagi e da maledizioni fatate.
Sapeva che era in vantaggio, sul tempo, sul luogo.
Il Principe alla fine avrebbe scelto Lei..
Sarebbe riuscita ad ammaliarlo come aveva fatto in futuro.
Sapeva che sarebbe stato un viaggio troppo faticoso per Lui.. e alla fine avrebbe ceduto alla sua corte sprezzante e serrata da anni..
Suonò il cellulare. Era il Principe.
Lei sorrise.. e andò allegramente a prepararsi. Sarebbero usciti insieme
“Principessa del cazzo.. perderai.. stai già perdendo.. povera illusa”.
La mattina seguente la Principessa si alzò, controllo il cellulare.
Niente..
“Che …. pa…..” Sospirò, si avvicinò alla finestra e si preparò ad attendere..
Attendere tutto il giorno.
- continua…. -



CristinaPR ha suonato per voi un concerto di musica rock robaccia.
    Erano le 08:46 | link | commenti (7)



martedì, 12 aprile 2005

Un martedì alternativo

La pagina si accartocciava di tanto in tanto nelle dita, i capelli restavano sparsi sulle spalle fino a quando un'altra ondata di vento mite non gli scotesse.

Gli zaini stavano appoggiati al legno saldo dell’ombrellone colorato di blu e di bianco, ed i peneri sottili cadevano ed ondulavano con frequenza ansiosità, mentre il piccolo e lieve suono di chitarra si confondeva con il paesaggio.

<Dai ... l'irlandese>

<...ma non me la ricordo.. non mi riesce più farla!>

< Ma si dai.. se ti impegni ce la fai a ricostruirla.. era troppo bella quella lì.. voglio capire cosa suoni se non fai più quella... l'altro giorno rovistando nelle vecchie cassette polverose l'ho anche ritrovata.. Dovevo portartela così la ricostruitivi>

Riprese in un tiepido tentativo creando una nuova armonia sempre bella ma non quella ricercata, ed andando avanti così a scazzo osservava il mare che da lontano batteva un ritmo irregolare.

<..bo.. chissà come la facevo...>

Lei si girò e lo guardò sorridendo.. Era bello lo stesso. Anche senza la canzone Irlandese..

Allungò la mano, e lui stacco la sua dalle corde sorrise e gliela prese poi disse

< Piacere> faceva sempre il demente.

La giornata era perfetta, ventosa e brillante le nuvole in lontananza erano usate come cornice per le due sagome sedute rispettivamente su un lettino e su una sdraio.

Erano praticamente soli, alla riva, dei parenti facevano giocare dei bambini scalzi, poche persone coloravano e occupavano lo stabilimento balneare ancora troppo preso dai preparativi per l’arrivo della stagione estiva.

Mezzi ombrelloni giacevano chiusi ed uniformi l'altra metà era aperta solo per ospitare i fortunati partecipanti.

Ma era come se non ci fosse davvero nessuno.

La ragazza posò il libro che stava leggendo, senza troppa attenzione vista la conversazione serrata di cazzate che imbastiva ed occupava la mente con il ragazzo al suo fianco.

< merda...>

< che c'è?>

< guarda lì.. la sabbia mi sta graffiando tutto.. la chitarra sta patendo...>

< dai ora suono un po' io va.. che te non sai fare!>

Una forte risata dagli occhi uscì dal ragazzo che oltre che a passare la chitarra alla ragazza aggiunse un <eh bè se suoni te allora...>

< dimmi un po' com'erano gli accordi di Wha's Up?>

Ma lui non glieli disse.. e lei improvvisò come meglio le riusciva.

Ridendo e ironizzandoci sopra, infierendo sulle poche doti artistiche dei Lei...

Quando erano così si sentivano davvero troppo vicini e felici da poter pensare a qualsiasi altra cosa che non si concentrasse sulla loro reciproca esistenza.

Lei dopo meno di mezz'ora si stancò e andarono a fare una passeggiata..

Lungo la riva ma senza bagnarsi i piedi.. faticando per la sabbia irregolare..

Le sigarette di Lui si sprecarono mangiate veloci dal vento.

Poi presero il solito gelato delle cinque.

Dopo ebbero ancora sete.

Scivolò così un martedì qualsiasi..

E finì come tutti gli altri giorni che avrebbero passato insieme.

Le mani si sfiorarono di tanto in tanto magari mentre camminavano magari mentre guardavano una vetrina.. ma nessun bacio volò.

La vista di quella presenza saziava ogni aspettativa.

Le chicchere schiette enercizzavano più di qualsiasi altro abbraccio...

La felicità accarezzò le spalle ad entrambi come il bagliore del sole primaverile.

Senza che loro la sapessero nè decifrare nè riconoscere.

 

CristinaPR ha suonato per voi un concerto di musica rock flowers son mania.
    Erano le 14:39 | link | commenti (7)





Il template e l'header sono opera di Insane Soul, per questo non sono il top.

 

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Ghiozzi

Potrei infamare diversa gente ma preferisco non sponsorizzare certi pensonaggi che verranno ad ogni modo e nonostante tutto nominati nei racconti del qui presente blog

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