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Sono passati già *loading* volte.

VENERDI' 15 APRILE Nei bagni del Cencio's (PRATO). Con socia Alessia al mio fianco.
Mi è sembrato talvolta che l’autore volesse distogliere l’attenzione (anzi lo ha fatto sicuramente secondo me) dal corpo principale della storia, creandoci tanti contorni sui misteri del sonno, dell’insonnia, cataplessia etc.. Come se noi, ingenui lettori, dovessimo concentrarci su altro. Invece ciò che lascia a bocca aperta è Rober il quale per amore di Sarah, donna dalle preferenze sessuali confuse all’età universitaria, decide di cambiar sesso dopo una decina d’anni, per poter stare vicino alla donna che lui crede perfetta e di amare per la vita.Quando mi rendo conto, leggendo, che lo farà davvero, mi soffermo a pensare a quante volte nella vita crediamo di essere davvero presi da una persona. Molti direbbero “è un libro..” come “è un film, mica la realtà”. Bè da una parte sono felice che non lo sia. Mi sa di pazzia. Dall’altra però viene da chiedersi quanto l’amore possa far male ad una persona, condizionarla, atterrirla, disintegrarla, fino a perdere addirittura la propria identità. Se mi avessero fatto leggere questi libri a scuola, sarei certamente stata più contenta ed attiva celebrarmene. Invece di darmi “il Giardino dei Finzi Contini”! Sono rimasta folgorata, inutile dirlo. Mi aspettavo una cazzata di libro, in fin dei conti so che ce ne saranno di migliori.. Il sacrificio di questo personaggio per il proprio amore è da sottolineare, perché nessuno credo nessuno sa cosa significa davvero sacrificarsi per il proprio amore. Forse possiamo farci rifare le tette.. si.. forse possiamo schiarirci i capelli o indossare biancheria un po’ più succinta, ma cambiar sesso! Il sacrificio di Robert mette in cattiva luce Sarah che ad un certo punto ti sta anche sul cazzo. Immeritevole, non vede ciò che ha davanti agli occhi. Mastica a stento i sentimenti di lui. Questo libro lo dimenticherò perché poi io dimentico tutto, lo assorbo, mi ci infilo mani e piedi, e dopo mi scordo anche di averlo letto. Spero che queste parole rammenteranno qualcosa nella mia testa ariosa di entrante e di uscite valide per una tempo lampo. Per finirla concludo nel dire che il libro si divede fra passato e presente ed ho trovato la cosa veramente intelligente. Voto: 7.5
Quanto si può amare una persona?Fino a che punto la nostra mente può spingersi oltre la fisicità e la razionalità? Il libro che sto per presentarvi lo vendono come uno spensierato romanzetto giovanile. C’è una casa degli studenti universitari, niente di più allegro e leggero.
I 10 COMANDAMENTI DI UNA MAMMA: 1.CENTO UOMINI MA UN LAVORO Sta ad indicare che devi nella vita sempre pararti il culo, e non accasarti mai nè farti mantenere da un uomo, perchè quando ti romperai le palle o quando si romperà le palle lui ti precludi la possibilità di troncare la relazione. Trascinarla all'infinito finchè morte non vi separi. Mamma me lo ha detto forse la prima volta quando avevo 5 anche 4 anni. 2. IN CORPO C'E' BUIO. Riguarda il cibo. Se sei schizzinosa nel mangire o se fai "i fichi" come dice lei ovvero la complicata con la puzza sotto il naso, sappi che nel tuo stomaco occhi non ce ne sono e il cibo è sempre cibo. Questo me lo dice tutti i giorni quando le dico che la roba che ha fatto per cena fa cacare! 3. CHI E' BELLO SEMPRE NON E' BELLO MAI Questa me la diceva quando ero ragazzetta ed avevo un aspetto che andava tra una mummia ed uno zombie. Pero' come tutte le ragazze se mi pettinavo (all'epoca non lo facevo sempre) e mi truccavo e mi mettevo per benino alla fine sembravo anche carina. Lei mi diceva che era meglio così che essere sempre perfetta perchè le persone dopo non le sorprendi più! Questo comandamento l'ho realmente riscontrato certe volte le persone non mi riconoscono. 4. RINGRAZIA IDDIO A sfondo religioso, di solito lo tiene in serbo nei momenti di rabbia, quando vede che riesco comunque ad incastrarla se magari mi ha perso o stinto un paio di mutande.. Lei sostiene che già il fatto che me le abbia lavate sia da evidenziare e da premiare. E quindi devo ringraziare. Questo detto è inappellabile, io rispondo sempre sconfitta "GRAZIE DIO"!. 5. LE AMICHE NON ESISTONO Mia mamma è stata certamente delusa nel campo dell'amicizia. Sopratutto quello femminile. Per lei non esiste che io abbia delle amiche reali, cioè soggetti che hanno a cuore il tuo benessere. Per lei non è vero e prima o poi te lo butteranno da qualche parte. Conoscendo il suo passato non la biasimo, peccato che questa cosa non la concordi appieno. 6. CHI TI VUOLE BENE COME LA MAMMA O TI FINGE O TI INGANNA. Niente di più puro e vero. Quando dico "ma tizio ha detto.." e lei non è d'accordo tira fuori questo detto e io mi cheto. 7. HA SEMPRE RAGIONE LA MAMMA Bè questo è tenero. Mi scappa solo da ridere. 8. CAMBIATI CHE TI SPORCHI Se non lo faccio.. mi sporco di sicuro. Anche se in realtà non mi succede mai ma se lei lo pronostica allora.. è meglio che mi cambio e che stia zitta. 9. LA GIOVENTU' PASSA IN FRETTA E NON RITORNA PIU' Mamma dice che devo solo vivere per questi anni, che sono i migliori e che non mi rendo neppure conto di quanto sia forte il rimpianto dopo. Lei ricorda gli anni 70 come il paradiso dei paradisi. 10. MEGLIO SECCHE CHE GRASSE E anche questo è bellissimo! Al bando le ciccione per lei esiste solo lo 42. Per fortuna non gli ho dato mai preoccupazioni in tal senso.. ma Mamma è davvero poco tollerabile. Questi comandamenti sono personali, e forse voi penserete che sono malata tipo Forrest Gump con i cioccolatini di sua mamma, o che mia madre sia matta e stronza. E' la persona più brava e buona del mondo, tutto quello che dice lo fa con spontanietà, e queste fresi sono quelle che più mi resteranno impresse insieme a miglioni di altri gesti o concetti. Lei è una cosa unica e dovevo dedicarle un post.
Cap. A: Oblio di attesa La principessa se ne stava seduta comoda sul letto a baldacchino.
Aveva davanti la grossa finestra che si affacciava sul bosco incantato.
Sempre il solito cazzo di rumore che la tormentava.
I muratori stavano sistemando con gran fracasso le cinta del fosso, anche perché alla prima ondata di mal tempo sarebbe venuto tutto fuori il lurido fiume che stagnava da secoli.
Il Re aveva dato disposizioni ben precise, e gli operai distrutti dal sole lavoravano ininterrottamente da diversi giorni.
Ma non ce la faceva davvero più, Lei a sentire i trapani e i picconi.
Spazientita chiamò la serva, urlò, ma la servetta non sentì.
“fanculo a Sky”
Sapeva che stava sicuramente rintanata nella cucina di lato a guardarsi tutti gli aggiornamenti su Channel “E”, sapeva che era lì, assorta, con in mano le patate e i baccelli mentre preparava il contorno per la sera e si guardava avida i pettegolezzi.
Che stupida serva.
La principessa passò veloce tutte le stanze del corridoio, scese le scale.. e si diresse verso il salotto.
Avrebbe voluto fare del gran sesso, ma non poteva.
Finchè lui, il Principe non giungeva doveva restare casta.
Alle 17 comunque avrebbe potuto approfittare del suo Fanciullo di corte che di tanto in tanto con la scusa di potere libri di interesse storico coccolava la Principessa afflitta da una forte solitudine.
Intanto…
Il Principe tracannava allegramente con i due compagni.
Loro erano solo cavalieri in confronto a lui, ma ad egli andavano bene ugualmente.
Erano cresciuti assieme.. e delle differenze sociali gli importava poco.
Il Principe sedeva tutto rilassato e spensierato.
La cameriera faceva del gran chiasso, era tutta felice della presenza del Bel Principe che iniziò a civettare in modo evidente.
Evidente per una donna.. non certo per un uomo.
Lei si chinò e mostro allegramente il seno nel corsetto, i jeans attillati lasciavano poco all’immaginazione, ma la musica da discoteca distraeva tutta la sensualità e il Principe sorridendo bevve ancora un po’.
Sapeva che qualcuno lo aspettava.
Si ricordava di una certa Principessa donatole dal destino.
Era a conoscenza di tutta la storia.. tutta quanta.
Ma non si mosse..
Anzi montò a cavallo chiamo i fidati amici e rimandò ancora il viaggio.
Rimandò e basta.
Lei…
"Ma dove cazzo sarà?"
"Che palle! E perché mi fa questo? "
"Neppure un misero uccello viaggiatore? Un messaggino?"
Controllò il videofonino.
Niente.
A quel punto suonò il campanello; era il giullare.
“Vado io..”
Si chiusero in camera… e si fece consolare..
Dall’altra parte del bosco…
"Quella maledetta Principessa!!
Che cosa che cosa avrà di speciale?"
La Lady Pissera si osservò allo specchio. Aveva i capelli neri e lisci, e un fisico asciutto.
Ma anche la Principessa lo aveva. L’unica sua fortuna era quel castello… oltre il bosco oltre la valle circondato da draghi malvagi e da maledizioni fatate.
Sapeva che era in vantaggio, sul tempo, sul luogo.
Il Principe alla fine avrebbe scelto Lei..
Sarebbe riuscita ad ammaliarlo come aveva fatto in futuro.
Sapeva che sarebbe stato un viaggio troppo faticoso per Lui.. e alla fine avrebbe ceduto alla sua corte sprezzante e serrata da anni..
Suonò il cellulare. Era il Principe.
Lei sorrise.. e andò allegramente a prepararsi. Sarebbero usciti insieme
“Principessa del cazzo.. perderai.. stai già perdendo.. povera illusa”.
La mattina seguente la Principessa si alzò, controllo il cellulare.
Niente..
“Che …. pa…..” Sospirò, si avvicinò alla finestra e si preparò ad attendere..
Attendere tutto il giorno.
- continua…. -
Un martedì alternativo La pagina si accartocciava di tanto in tanto nelle dita, i capelli restavano sparsi sulle spalle fino a quando un'altra ondata di vento mite non gli scotesse. Gli zaini stavano appoggiati al legno saldo dell’ombrellone colorato di blu e di bianco, ed i peneri sottili cadevano ed ondulavano con frequenza ansiosità, mentre il piccolo e lieve suono di chitarra si confondeva con il paesaggio. <Dai ... l'irlandese> <...ma non me la ricordo.. non mi riesce più farla!> < Ma si dai.. se ti impegni ce la fai a ricostruirla.. era troppo bella quella lì.. voglio capire cosa suoni se non fai più quella... l'altro giorno rovistando nelle vecchie cassette polverose l'ho anche ritrovata.. Dovevo portartela così la ricostruitivi> Riprese in un tiepido tentativo creando una nuova armonia sempre bella ma non quella ricercata, ed andando avanti così a scazzo osservava il mare che da lontano batteva un ritmo irregolare. <..bo.. chissà come la facevo...> Lei si girò e lo guardò sorridendo.. Era bello lo stesso. Anche senza la canzone Irlandese.. Allungò la mano, e lui stacco la sua dalle corde sorrise e gliela prese poi disse < Piacere> faceva sempre il demente. La giornata era perfetta, ventosa e brillante le nuvole in lontananza erano usate come cornice per le due sagome sedute rispettivamente su un lettino e su una sdraio. Erano praticamente soli, alla riva, dei parenti facevano giocare dei bambini scalzi, poche persone coloravano e occupavano lo stabilimento balneare ancora troppo preso dai preparativi per l’arrivo della stagione estiva. Mezzi ombrelloni giacevano chiusi ed uniformi l'altra metà era aperta solo per ospitare i fortunati partecipanti. Ma era come se non ci fosse davvero nessuno. La ragazza posò il libro che stava leggendo, senza troppa attenzione vista la conversazione serrata di cazzate che imbastiva ed occupava la mente con il ragazzo al suo fianco. < merda...> < che c'è?> < guarda lì.. la sabbia mi sta graffiando tutto.. la chitarra sta patendo...> < dai ora suono un po' io va.. che te non sai fare!> Una forte risata dagli occhi uscì dal ragazzo che oltre che a passare la chitarra alla ragazza aggiunse un <eh bè se suoni te allora...> < dimmi un po' com'erano gli accordi di Wha's Up?> Ma lui non glieli disse.. e lei improvvisò come meglio le riusciva. Ridendo e ironizzandoci sopra, infierendo sulle poche doti artistiche dei Lei... Quando erano così si sentivano davvero troppo vicini e felici da poter pensare a qualsiasi altra cosa che non si concentrasse sulla loro reciproca esistenza. Lei dopo meno di mezz'ora si stancò e andarono a fare una passeggiata.. Lungo la riva ma senza bagnarsi i piedi.. faticando per la sabbia irregolare.. Le sigarette di Lui si sprecarono mangiate veloci dal vento. Poi presero il solito gelato delle cinque. Dopo ebbero ancora sete. Scivolò così un martedì qualsiasi.. E finì come tutti gli altri giorni che avrebbero passato insieme. Le mani si sfiorarono di tanto in tanto magari mentre camminavano magari mentre guardavano una vetrina.. ma nessun bacio volò. La vista di quella presenza saziava ogni aspettativa. Le chicchere schiette enercizzavano più di qualsiasi altro abbraccio... La felicità accarezzò le spalle ad entrambi come il bagliore del sole primaverile. Senza che loro la sapessero nè decifrare nè riconoscere.
Il template e l'header sono opera di Insane Soul, per questo non sono il top.
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