
Biography
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Lei
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Un blogaccio di tutto rispetto
Un cattivo vero
Un masochista
Una 17enne precoce
Una apprendista donna
Una Signorina
Una toscana
Uno che mi vuole sposare
Violet
Vomito Ergo Rum
Sono passati già *loading* volte.
CERCARSI 
Ragazzo disponibile anche part – time che intrattenga giovane ventenne simpatica ed avvenente.
Si gradisce un forte senso dell’umorismo stile Hugh Grant, carismatico e sorridente. Lavoratore serio e automunito (con tutti e venti i punti alla patente).
Sincero ed affidabile, che sia gentile anche con le amiche senza cadere però in baccagliamenti multipli.
A letto pretendo dolcezza e sensibilità ma anche un innato senso di mascolinità al momento giusto, parlantina sessuale fantasiosa e esilarante, biancheria profumatissima, e versatilità psicologica.
In compagnia invece si desidera che tenga una presenza attiva, intellettualmente preparata ma non troppo, che abbia delle debolezze e che talvolta scivoli in piacevoli e spiritose gaf.
Pacifista d’animo non deve alzare mai le mani se non messo con le spalle al muro; deve essere paziente mentre in coda attende di passare con la macchina, con me deve avere un buon livello di sopportazione quando io non rispondo al telefono perché non lo sento, o sono in giro o me lo dimentico o non l’ho ricaricato, o l’ho lanciato da qualche parte e non lo trovo.
Coinvolgente nei propri hobbie ed interessi deve saper lasciare il tempo e lo spazio all’altra persona, cercando si di tanto in tanto di catturare la mia attenzione nel proprio mondo ma fino ad un limite.
Richiesto feeling di sguardi e di ammicchi.
Mi deve togliere i pesi dalle spalle, e non aggiungerne, deve saper dire “va bene” anche quando non lo è, deve comprendere che “adesso non è il momento” ma anche quando è l’ora di abbattere un muro.
Deve colpirmi. Deve farmi perdere il controllo.
Non necessitano particolari doti artistiche ma se suona è meglio. Magari la chitarra.
Fisicamente:
Onde evitare inutili discorsi ampollosi sulla presenza fisica allegare foto (visibilmente chiara!)
RingraziandoVi per la cortese attenzione, attendo con sollecitudine un Vs. riscontro.
(BONA MERDE!)
C’è aria di voglia di innamorarsi, devi essere il vento che soffia dalla parte giusta.
Risposta ufficiale o ufficiosa?
Qualcuno mi ha sorpreso.
Ora, non capita spesso che una persona mi sorprenda. Veramente non capita neppure che una persona mi resti nella testa per più di cinque minuti.
Ma in effetti forse non mi è rimasta la persona stessa. Una egocentrica come me non lo ammetterebbe mai anche se così fosse.
Soprattutto se il soggetto è anche di sesso maschile.
Figuriamoci.
Vagando in giro ed intrattenendo i vari ospiti della festa a cui ho partecipato sabato sera nella sorridente cittadina di Pontedera, mi imbatto in costui che con un certo savoir fair un po’ per i drink bevuti un po’ perché non è solitamente facile mantenere una conversazione con me mi illumina con una risposta.
Prima dico la domanda, logicamente.
Perché sei single?
Domanda che oltre che ad essere del tutto inappropriata e perfino banale, scivola anche nella stupidità, perché cosa vuoi che ti risponda uno?
Ma io lo faccio apposta a domandarlo.. un po’ perché mi voglio sollazzare della persona che ho davanti, un po’ perché l’imbarazzo mi piace e se ci infilo qualcuno all’interno ci sguazzo che è una meraviglia.
Invece il tipo la riposta ce l’aveva pronta.
Eh si, e anche bella preparata.
“vuoi la risposta ufficiale o quella ufficiosa”?
Bè, la vostra Cristina li per li c’è rimasta secca..
Ho chiesto quella ufficiale.
E lui ha detto “perché mi voglio divertire”. E quella ufficiosa? Rincaro io..
“perché semplicemente non trovo la ragazza giusta”…
Niente di speciale.
Nella prima esplicazione egli pronuncia la standard frase senza possibilità di appello.
Nella seconda risposta posso invece trovare spunto per una riflessione.
Una sigaretta al mentolo più tardi, mi trovo a scoprire che la sincerità certe volte è disarmante e cambia totalmente le regole da te stessa create. Con quanti usciamo senza capire bene la motivazione?
Con quanti perdiamo o spendiamo del tempo?
E soprattutto quanti in realtà ci toccano dentro? Pochi, pochissimi, quasi nessuno…
….la ragazza giusta…
Giusta per lasciare il mio stato di singlelaggine?
Giusta per farmi dire di no ogni tanto anzi che prendere consciamente e totalmente le decisioni sui miei progetti estivi/ invernali/ amichevoli/ sessuali/ amorosi?
A me piace questo essere single, sia chiaro, ci sto a pennello fra l’incertezza e l’indipendenza sentimentale. Certo, a nessuno dispiace avere una persona che ti ama…
Ma l’amore è così assoluto e difficile da gestire che una semplice (o più) simpatie presentano soddisfazioni temporeggianti redditizie.
Fatto sta che non si può celare l’esistenza del pensiero “di quello giusto”, che spuntando dal nulla ogni tanto –spesso – quasi mai - attanaglia la mente.
Tutti quelli che si separano pensavano di averla comunque scopata no?
Invece tutto fasullo. Tutto un'errore. Di valutazione? Ho il tempo cattivo smussa gli angoli e ci trasforma in forme diverse da non potersi incastrare più l’uno con l’altra?
Insomma… una semplice risposta per farmi capire che in fin dei conti io sono single perché per abbandonare tutto ci deve essere un gioco di forza altrettanto allettante ed interessante dall’altra parte.
E quale migliore motivazione se non pensare che è quello giusto?
Ma voi quando vi mettete con una persona, pensate davvero che sia quella giusta?
Ma io sta domanda dovevo proprio fargliela?
GESTI INASPETTATI
Stavo seduta sul tuo divano, parlando di cavolate con il solito sorrisino che da sempre ti compiace e mi caratterizza.
Distratta giocherellavo con qualcosa, forse il telefonino mentre neppure ti guardavo..
..e così dal nulla ho sentito trapelare un po’ di rammarico.
Lo hai detto come si dice una qualsiasi altra cosa, ma non lo era, e mi sono fermata un istante, ho smesso di sparare stupidaggini e ho cercato il tuo sguardo, ma ho incrociato solo le spalle.
Ho deglutito. Poi l’ho buttata sul ridere, perché a me di esser seria non mi riesce, ed in particolar modo con te.
Te hai riso, i tuoi occhi l’ho appena intravisti perché camminavi per la stanza, e mi sei passato vicino.
E poi.
Mi hai fatto una carezza, leggera, un grattino sulla testa.
Qualcosa di veloce, di carino, di paterno, di fraterno.
E mi è sembrata l’unica carezza mai ricevuta.
Forse la prima carezza che tu mi abbia mai fatto.
All’istante mi si è congelato il sorriso che avevo.
La saliva per deglutire non c’era più.
Cos’era quel gesto?
Il mio amico cinico dov’è?
Ora le spalle te le davo io.
Perché non volevo che mi vedessi, mentre con gli occhi fissavo il vuoto, il divano rimesso in ordine, le foto sugli scaffali della libreria, il sole che spifferava dalle persiane.
Sei sembrato triste per i tuoi anni, temporaneamente riflessivo, ma non so altro perché non abbiamo chiarito. Le mie considerazioni me le sono tenute dentro anche se ho avuto la percezione che tu facessi altrettanto.
Che fitta tremenda al petto, vederci per un secondo seri.
Tu sei quello con cui dico le cose ghiozze senza preoccuparmi di esserne giudicata.
Una carezza così tenera dalle tue mani non avrei saputo neppure immaginarla.
Per un gesto così, ricevuto di nuovo, con la stessa spontaneità e amarezza si potrebbe soffrire. Si potrebbe sentirne il desiderio. La mancanza.
Di queste movenze non conosco il sapore, e non ne voglio più sentir parlare, perché improvvisamente mi è venuta voglia di stringerti e di fissarti a me.
Mentre prendevo l’ascensore mi sono chiesta se tutta questa vibrazione è così solo perché ha una data di scadenza.
Se non ci fosse apportata l’etichetta con scritto sopra “consumarsi entro il…/…/..” non sarebbe così intensa e forte.
Vero?
Necessitiamo tutti di date; scorgendo l’immediata fine possiamo abbeverarci fino all’ultimo sorso di quello che ci piace e di quello che viviamo; trasformandolo in tenerezza sorprendente, procacciandolo ai nostri occhi come affinità entusiasmante.
Ci piace la frase per sempre, ma ci stimola di più cogliere l’attimo.
Ci preoccupiamo di sistemare la costanza, ma ci emozioniamo con la precarietà.
Ma la dolcezza, i gesti d’affetto, come quella carezza, non hanno tempo ne regole, e in quel momento sono tornata ad essere la vecchia Cristina.
Per poco però, il senso di vuoto non mi ha soffocata, mi sono alzata ho detto una parolaccia e ti ho salutato.
Piacere: sono Cristina
Una volta lessi in uno di quei giornali per le donne, o per le mamme (tipo Donna moderna, Vogue, FormaSi, etc...) del fenomeno “internet”.
Sapete no, quando allarmano i genitori, o gli adulti di cosa potrebbe capitare se i loro figli si fissassero (o lo fossero già) sul mondo informatico e sulle amicizie interattive.
Ecco, all’epoca io avevo già ampiamente sperimentato tale terreno, dato che l’unico rapporto sano e duraturo che ho avuto in tutta la mia breve vita è stato proprio con un ragazzo conosciuto tramite chat e trovai il tutto molto sgradevole.
Nel suddetto articolo, c’era scritto che i ragazzi più timidi con internet e tramite il falso nick e il mistificare soffocavano ancora di più la loro personalità e rischiavano di imprigionarsi in una specie di mondo fittizio e/o nel loro stesso personaggio.
Rischiando in fine di precludersi la possibilità di concretizzare vere e sincera amicizie, fantasticando e facendosi le pippe tramite solo il monitor.
Ora, io lo sapevo che questo articolo era una boiata completa.
Ma tutte le persone ignoranti su l’argomento sicuramente avranno pensato “da domani stacco l’adsl..”
Internet, l’amicizia tramite esso, non può avere risvolti così negativi.
Se io sono estroversa di carattere, lo sarò sempre, se sono socievole di natura, che ci sia una chat, un blog, un messager, lo sarò comunque anche in un pub o in una discoteca.
L’eccesso nella vita fa sempre male, è risaputo, il troppo stroppia, non c’entra nulla la net.
Dimostrazione per cui, io prendo e vado a Roma.
Si, vado a stringere la mano a chi da mesi e mesi cade sul mio blog, sui miei articoli, e mi viene ad infamare, o a complimentare o a correggere.
Voglio vedere chi è che mi intrattiene nelle lunghe giornate lavorative.
Roma non è distante, un paio d’orette e ci sei.
Quale miglior giorno che una domenica di luglio?
Che tra l’altro ho fatto bene ad impiegare così perché nella calda Toscana ha piovuto tutto il giorno mentre nel Lazio si stava da Dio.
Tornando in treno mi sono anche chiesta quanta gente ormai sento e conosco grazie esclusivamente ad una tastiera…
Ecco perché mi stanno sulle palle i terrorismi psicologici che inniettano al popolo dicendo che internet fa male!
E’ come quando danno la colpa ai Pantera o a Marilyn Manson se Erica prende e tagliuzza i genitori…
Cioè, lo vogliamo capire che l’individuo è fine a se stesso?
La società può influire ma non può certo trasformare una personcina con i connotati apposto in un pazzo squilibrato!
Insomma per lo meno non una chat ne un cd.
Oh, su, dove ero?
Ah si all’incontro..
Ero emozionata, piena di aspettative mentali (non fisiche perché primo ero già stata avvisata dell’aspetto non bello dei gentiluomini secondo perché di rapporti a distanza e di innamoramenti a prima vista ne ho le palle piene e desideravo fortemente altro), zeppa di entusiasmo (dello stile conoscerò quel matto di Insa!! Chissà che cose interessanti avrà da propinarmi il Senior Atarù!), si può anche dire tesa perché in fin dei conti non possiamo negare che posseggo una discreta faccia da culo a presentarmi come se nulla fosse davanti a cinque soggetti (che poi sono diventarti sette e dopo nove) totalmente sconosciuti.
Va bene, che le amiche mi prendono per matta e mi hanno affibbiato il seguente soprannome P.R. perché “parli con tutti e sembra che conosci tutti quando in realtà nessuno sa chi cazzo sei”…
Va bene anche che ho una discreta storia di successi nelle presentazioni lampo e che essendo toscana l’accento permette sempre una simpatia frizzante per i primi dieci minuti aspirando tutto..
Ma in fin dei conti potevo avere davanti cinque zombie saccenti e per fino snob!
Arriva un Insa che mi passa vicino e tira dritto.
Giustificandosi dopo con “in foto sembri più grassa ed in realtà sei un terzo”…
….ecco toglierò subito le foto da questa sega di blog se mi deve far accumulare chili!
Poi ci raggiunge il Kappak che era talmente in fibrillazione per il mio arrivo che non si era neppure svegliato.
Non scusandosi da quale uomo è, tutto di un pezzo, si presenta e stringe la mano prima ad Insa e dopo a me (nonostante dovessi essere la sua dama per il tragitto e nonostante anche la galanteria prevedesse una certa precedenza).
E subito dopo trenta secondi mi viene anche detto che oltre che a essere più magra ho lasciato le tette a casa!
Mah.. queste foto proprio.. mi hanno rovinato il welcome!
Monto in macchina prima con Kappak poi con zio Insa che mi offre oltre che ad una guida davvero spericolata anche un dolce temporeggiamento vizioso.
Altre presentazioni…
A.linea e Noeyalin…
Eccoci siamo in sei..
Poi arrivano Fiorereciso (che io non leggo.. ma sottoscrivo è matta da legare) e il suo ragazzo…
Tutti a mangiare…
104 il panino.
Anche io! (A.liena)
Sarà colpa del panino che poi siamo diventate culo e camicia per tutto il giorno??
O sarà colpa del fatto che trattiamo abilmente male Kappa stuzzicandolo e infastidendolo?
E il braccialetto da bimbetta.. (le coincidenze di cui poi ha parlato Boc)
“Ma tu ce l’hai un blog?” domandato alla vecchietta che tristemente ingobbita passava da quelle parti..
“ Ti rubano la macchinetta Insa!”
“Facciamo la foto..”
“Quello mi sembra il Pacciani” (parlavo del Bombolo..)
“Aliena non mi fare incazzare.. ti ho detto che ti pago il gelato!”
“8 caffè grazie!” Azzo che baristi simpatici che ci sono a Roma.. musi-di-culo-abbestia.
La vista bellissima…
Il matrimonio lampo.
Due ore a parlare di un tatuaggio sulla pelle a forma di posacenere.
Insomma.. chi c’era può capire di cosa parlo..
Chi non c’era oltre che a fregarsene altamente probabilmente non ci capirà niente…
Io sono stata bene, alle 19.14 avrei di buon grado evitato di prendere il trenaccio per tornarmene a casa, avrei cenato con la ciurma, e sarei uscita volentieri nella Roma di notte, avrei fatto ancora gruppo, fino a sentirmi completamente parte integrante della combriccola.
Affiatata e cazzara, senza pretese, senza mitra in mano per sparar giudizi.
Tutto questo per dire che internet può realmente concretizzare amicizie, far sorridere, e regalare a una fino ad allora invisibile Cristina un pomeriggio davvero piacevole.
Voto della giornata: 8.
Dettagli personaggi:
Atarù: troppo ma troppo informato.. sono rimasta un’ora a bocca aperta mentre citava vecchi blog scomparsi.. e i vari lati oscuri di ognuno… se non è lui una blog star non lo è nessuno.
Noeyalin: non ha accento ne romano ne fiorentino, è riservata, non dice solo stronzate ma finalizza in qualcosa di serio, e soprattutto è bellissima quando sbeffeggia come nessun altro in Sig. Moroboshi.
Insa: non crediate che sia un personaggio da quello che leggete.. è proprio così.. e il seguito di Perugia meglio non saperlo.
Kappa: voleva fare lo stronzo.. ma non c’e riuscito perché io sono troppo brava a lisciarlo.. e soprattutto contro le bambinette non si può poi essere duri. Comunque è un elemento che all’interno della compagnia ci vuole, tagliente e preciso.. ma poco ha potuto contro… me e
A.liena: me la volevo portare a Firenze… soprattutto dopo che in macchina abbiamo cominciato a parlare, e mi ha trattato alla pari, come se fossi una sua amica uscendo dalle solite spensierate argomentazioni giornaliere e dal mondo blogghignano. Anche il suo commento finale “non credevo fossi così” spiega tutto.
Thunder & compagna: bellini…….. da morire….
Fiore & compagno: .. su di lui a parte un tentativo alla Lupin mal riuscito posso dire poco.. con lei invece ho condiviso un emozionante imitazione del cugino i.t.
Per non parlare dello sproloquio alla Satana..
Grazie ragazzi.
VASCO A FIRENZE Cosa succede? Cosa succede in città? Tribuna: posto n. 2 fila.. mmm… non mi ricordo. 
E va bè!
Il Panino, quello si che era micidiale.
Prima di entrare, un po’ di birra (che poi non volevo bere perché avevo il terrore di dovermi alzare a metà canzone per andare a far pipì e perdermi anche una sola sillaba del concerto..) e hamburger per restare leggera.
Poi?
Magliettina. Rosa. Con scritto VASCO e Buoni o Cattivi.
E vi faccio vedere come mi stava bene addosso.
E gli altri che la notavano, passandomi vicino, mi indicavano, sibilando “guada bellina quella magliettina!” E io?
Logicamente contentissima.
Mi accomodo. Il posto è eccezionale.
Si vede tutto. Il palco benissimo, la bolgia sotto e tutto il resto.
Tutta la prospettiva dello stadio… Tutta la gente ammassata..
“..sotto Della Valle..” blatera il tipo incravattato vicino a me.
Eh si, sono proprio nella zona vips.
Ci sono anche le tipe del Campari in gonna dietro di me, e la vecchiaccia con la collanina in perle, vestita come la Regina Elisabetta (gli mancava solo il ventaglio e il cappellone).
Al chè mi dico.
Eh? Che ci faccio io qui??.
Non essere avventata Cri….
Aspettiamo.. vediamo se ti fanno stare perlomeno in piedi quando lui entra.
Errato.
Le luci si spengono tutti urlano, mi si allarga il sorriso, la gamba sinistra non si ferma, compulsivamente va su e giù un po’ come quando aspetti di essere chiamato prima di entrare in aula per gli esami.
La tipa, la stronza, mi aggredisce
“Signorina prenda posto!!”
Stai calma, stai rilassata.. Ciccia…
Ci sento e non sono una terrorista! Cazzo!
Io protesto: altra gente è come me, e sta in piedi!
Lei allora in contro piede mi garantisce che li farà sedere.
Errato anche questo. Io mi siedo (o mi devo sedere) e loro No.
Seeeeeeeeeeeeeee……
Io incatenata alla poltroncina gialla non ci sto! Manco morta!
Cerco di farle capire tramite un rapido sguardo che sopra c’è V-A-S-C-O.
Mica sono a vedere la Pausini o Bocelli!
Cerco di trasmetterle l’imminente minaccia che con una pedata la faccio volare sotto le
gradinate (e io non sono una tipa violenta), e dopo quel culo (da finta hostess o stracciabiglietti, assegnaposti, che cazzo di lavoro è quello poi.. io non l’ho capito!) rinsecchito se lo ritrova per terra dolorante per via dell’osso sacro sconquassato.
Ma la stronza, sempre lei, non recepisce.
Prima canzone. Non ricordo qual è!
Seconda canzone..
Scendo… Trascino via tutto..
Dei posti che costano lira Diddio vuoti e spaziosi abbandonati con tale fugacità resta solo la mia bottiglietta d’acqua lasciata inerme (senza la bollicina che dice “c’è nessuno???” perché non era la Lete bensì (senza il ma!) la Levissima, altrimenti da sola non ce l’avrei lasciata dato che a me quella bollicina fa una gran tenerezza!).
Un settore più in basso..
Egoista certo e perché no?
E perché non dovrei esserlo? Quando c’ho il mal di stomaco ce l’ho io mica te no!
E salto.. e sbraito e urlo.. Madonna come sono contenta.
Portatemi Dio!
Lo voglio vedere! Gli voglio domandare di una vita che ho vissuto e che non ho
capito!
Fa le canzoni vecchie. E’ un grande! Lo sa che le ultime sono l’ombra della sua arte..
Arte poi… Vasco è un coglione si sa.. ma è l’unico in Italia oltre al Liga a racchiudere in uno stadio.. 3 generazioni e i vari ceti sociali.
Gente pelata.. ragazzini con il patentino.. laureati, diplomati, operai, avvocati, tutto.
C’era questo davanti a lui.
Ci sono anche le ragazzine che cantano solo l’ultimo cd (che odio)..
Ci sono quelli che a Quante Deviazioni hai perdono la testa ricordandosi la gioventù.
E poi seguono i lentoni Sally, E…, Domenica Lunatica, Dillo alla luna,
la voglio in faccia la verità e se sarà dura la chiamerò sfortuna.. maledetta sfortuna…
Cazzo la verità quanto fa male quanto te la spiattellano fitta fitta davanti..
Ho un espressione ebete.. sembro una bimba che guarda per la prima volta la sua mano.
Siii stupendo mi viene il vomito è più forte di me….
Mi ricorda mio fratello in camera che mi contemplava sempre con la solita faccia semil desolata e che spegneva l’hi-fi borbottando “che palle, Cri, con questo drogato….”
Povero Mizio in balia dei gusti musicali della sorella, lui che ascolta (e ascoltava) solo
Battiato e Battisti.
Voglio andare ancora più nel casino..
Voglio sentire tutta l’euforia, tutta la grinta di Firenze, tutta la gente che pian piano sente spingere le stesse emozioni dentro.. scendo di un altro livello. Sono sotto.
E poi un colpo.
In mezzo al cuore.
O forse allo stomaco.
“e questa sera nel letto metterò qualche coperta in più perché se no, se no sento freddo senza averti, senza averti sempre addosso…ma la tristezza però ma la tristezza però si può chiudere dentro una canzone che canterò….”
Gli occhi bruciano, un minuto un secondo mi devo concertare non posso commuovermi adesso..
Non ora.
Non la canto neppure.. sento il resto intorno a me che lo fa.
E basta.
Ma ci sono altre sfaccettature dentro questa serata.
C’è una canzone che aspetto ma che non arriva.. ma che canto sottovoce nelle viscere.
C’è un sapere che dall’altra parte del carnaio c’è qualcuno che volge la testa all’indietro chiedendosi dove e che cosa stia facendo io quel preciso istante, e che aspetta la medesima canzone.
C’è qualcosa che non arriva.
E qualcosa che invece arriva dritto sul naso.
C’è chi si prodiga per renderti felice, c’è chi lo vorrebbe fare ma non può, c’è chi potrebbe e ne avrebbe le piene facoltà ma non lo fa.
C’è Vasco e i suoi occhi, di uomo distrutto di uomo ancora vivo, di uomo drogato, di battute sulla cocaina, di complimenti inappropriati (tipo “Sei figo!” – ecco figo no.. eh!).
Io non le so fare le recensioni dei concerti, perché lo so, che cado nel banale, avrei voluto scrivere qualcosa di più brillante e di più divertente.
Ma è così che è uscito questo post, e forse lo leggerò tra qualche mese solo per me, solo per ricordarmi di questo Luglio, di quella Firenze, dell’ Artemio Franchi gremito, del rientro in motorino insieme a 40 mila persone.
E’ per me, quindi perdonate il poco entusiasmante resoconto appena pubblicato.
Qualche volta si può usare il blog per motivo strettamente personali.
Vasco prima di salutarmi mi ha dato un arrivederci, è la seconda volta che lo vedo, la prima occasione fu che ancora dovevo pensare a diplomarmi, adesso lavoro..
L’unica cosa che mi viene da chiedermi, in conclusione è:
Vasco quando tornerai, se sarai ancora vivo, come mi troverai?
Il template e l'header sono opera di Insane Soul, per questo non sono il top.
Un'amica
Uno che sa quel che si dice
Insane Soul
Lei e il Demone
Noeyalin
L'artista
about
a colazione da tiffany trott
flowers son mania
le avventure
quando mi sento carrie bradshaw
robaccia