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Sono passati già *loading* volte.

mercoledì, 28 settembre 2005

Da uno squillino si può imparare qualcosa

Giorni a dietro intavolavo una discussione riguardante la “nuova” moda che con l’avvento dei cellulari ha infestato le nostre quotidiane abitudini di comunicazione ovvero: lo squillino.
Ora io so che ci sono due grandi categorie intorno a tale argomento che si suddividono in chi li fa e chi non li fa.
Passando oltre però alla questione del può piacere, può essere fastidioso, infantile, utile (tipo mi mancano i soldi e squillo a papà perché mi richiami), insensato, divertente etc.. cosa significa uno squillino per voi o secondo voi in generale?.
Con la persona in oggetto di tale dibattito abbiamo trovato due diversi fronti di opinione.
Io da arrugginita vecchia squlliatrice trovo che il trillo del cellulare non si altro che un saluto, un ciao, una sostituzione di un messaggio, un appoggio se un’amica sai che non se la passa benissimo, un niente o una cosa un po’ più importante ma pure sempre inutile che uno fa così tanto per passare il tempo senza secondi e radicali fini.
L’altra persona del tutto ferma nelle sue convinzioni peraltro giustificabili mi ha fatto presente che forse per una donna può essere di tale peso ma non per un uomo. “un uomo non spreca mai niente per niente”.
E questo mi ha fatto pensare. Sono io che sono ingenua o sono gli altri che vedono spiragli e modi di baccagliamento anche dove non ce ne sono?
Insomma non perché uno mi fa gli squillini prendo il suo gesto come una richiesta di voler uscire con me!
Anzi non ci penso proprio. Forse.
Viene da chiedersi se anche le racchie ricevono squillini..
Però quando flirtiamo con qualcuno, se ci squilla ci fa piacere..
Allora non può essere disinteressato del tutto.
Fatto sta che ad un fidanzato da noia se alla propria ragazza vengono fatti gesti del genere al di fuori. La gelosia è un sentimento molto personale, ed ognuno lo vive e lo soffre un po’ a modo suo.
Ci saranno persone che troveranno del tutto ridicolo essere gelosi di un semplice suono o vibrazione dell’apparecchio telefonico della propria donna.
Esisteranno uomini che piantono folli menate e petulanti discussioni.
Se ognuno di noi desse lo stesso significato ad ogni cosa questi problemi non si interporrebbero.
E se ci fossero anche delle categorie?
Il chattista squillerà di più forse di una normale persona che non adopera internet ne le chat room? Più predisposto a curare i rapporti mediante telematica comunicazione. Potrebbe essere.
Forse lo facciamo solo noi ragazzini di vent’anni?
Di sicuro negli anno 80 non usava i telefonini neppure c’erano, e un ragazzo di 30 anni vede uno squillino come una cosa stupida.
Un po’ come quando noi guardiamo i marmocchi giocare solo ed esclusivamente alla play station senza sapere che esiste nascondino!
In poche parole c’è una correlazione fra il Drrinn Driiin e il corteggiamento?
Lo squillino secondo voi, può chiamare davvero la trombata?

CristinaPR ha suonato per voi un concerto di musica rock robaccia.
    Erano le 09:16 | link | commenti (32)



martedì, 20 settembre 2005

TRA PASSATO E PRESENTE - forse certe cose me le chiedo solo io

07.15 il nokia squilla vibrando sul comodino bianco tutto rotto e un po’ consumato. Avrà più di 15 anni quel comodino.
E’ l’ora di alzarsi diceva mia mamma quando entrava in Via Giuseppe Campani e spalancava la porta aprendo la saracinesca della finestrina che avevo in camera da bambina.
Sapevo che voleva portarmi all’asilo, ma io sapevo di poter scegliere.
Se volevo dormire (quasi sempre) lei mi lasciava fare.
Diceva “non ci arrestano fino ai sei anni” ed era così.
Adesso nessuno mi spalanca la porta se qualcuno la apre significa che non mi sono svegliata e allora sono cazzi perché devo chiamare l’ufficio per scusarmi, dopo che mi sono comunque presa un infarto ed infilata i jeans e la camicia per vedere ugualmente di farcela a raggiungere il treno in tempo.
Prima andavo a scuola, mettevo i libri la mattina dentro lo zaino –ma chi cazzo è quello che fa lo zaino il giorno prima? io certi soggetti non li ho mai capiti, va bene che è una questione di organizzazione ma porca puttana come si fa? -, altre mattine andavo con la roba del giorno precedente, soprattutto nel triennio tanto per me se c’era francese, inglese o tedesco non cambiava nulla, i compiti non li facevo mai. Poi prendevo il bus, il naso che colava sempre perché il raffreddore è cronico in quegli anni.
Certe volte mi giravano le palle solo perché dovevo semplicemente alzarmi, altre volte perché avevo troppe interrogazioni da sgamare, altre volte soltanto perché sapevo che avrei dovuto ascoltare i lagnosi discorsi dei compagni prima del compito.
Si, io ero così. Un tempo non facevo mai colazione, andavo con i capelli pettinati a occhi cisposi, non mi truccavo, vestivo largo e male e avevo sempre il giacchetto di pelle. Della mamma. Vecchissimo e usatissimo. Per non parlare delle scarpe sempre le stesse nere con fibbiettina di lato, uno stivaletto alto e senza tacco naturalmente.
E volevo che la gente non mi parlasse in bus perché avevo il cd dei Nirvana o sentivo i Gun’s Roses.
Un tempo camminavo a testa bassa trascinandomi lo zaino sempre più sporco, e tutti mi giustificavano.
Se facevo forca (saltare la scuola), se andavo male, se perdevo le chiavi, se mi vestivo come una barbona.
Andava sempre bene.
Poi prendi un diploma.
Lo prendi il 3 Luglio del 2001. Fai l’orale e vai a Viareggio. Vai al mare come tutti gli altri anni, ma te cambierai e non lo sai per bene come.
Ti senti che c’è un inizio dentro di te, ma non lo sai che quei jeans non li metterai più.
Adesso prendo il treno, corro per seguire i miei impegni, se faccio tardi mi arrabbio con “le ferrovie dello stato” un tempo festeggiavo alla grande se qualche cosa nel mio tragitto casa - scuola andava storto.
Per fino un incidente mortale era una buona scusante per l'entrata alla seconda ora. Senza coscienza, senza pensarci al morto.
Affanno per finire una sigaretta perché nell’ufficio non si può fumare.
A scuola rompevo i termosifoni a pedate e in bagno andavo a farmi le canne.
Il sabato cerchi le scarpine comode e di classe e la giacca da abbinarci sopra, vai ogni tre mesi dal parrucchiere e non fai che osservare i tuoi colpi di sole, sperando che la ricrescita non si noti più di tanto.
La mattina ti svegli prima perché devi truccarti.
E improfumarti, e metterti quella collanina che ti fa tanto bellina.
Perizoma per pantaloni attillati, mutandina dell’oviesse se sei larga – ghiozza ci resti sempre un po’ dentro -.
E ora è così.
Mamma non entra più a smuoverti dal letto, sei te che smuovi lei per accompagnarti alla stazione, la colazione la fai ma ponderata perché non vuoi ingrassare, non fai che contare i soldi che hai messo da parte e che utilizzerai per le tue ferie.
Prima ti stavano sul cazzo quelli vestiti bene, adesso ti vesti come loro, prima odiavi essere per benino ora ti senti a disagio se a lavoro ti si macchiano un po’ i pantaloni e resti con la patacchina tutto il giorno.
Prima ti sentivi più libera ma non potevi far nulla se i tuoi non ti allungavano una lira (c’erano le lire) te ne stavi a casa a guardare la Corrida con Corrado, ora il presentatore è morto e te puoi uscire quando vuoi e tornare agli orari che vuoi.
Prima ti chiedevano tutto, ora ti presenti con un tatuaggio e al massimo ti domandano se era sterilizzato l’ago.
Prima stavi sempre tesa eppure di rogne non ne avevi, ora perdi il bancomat, scade la bolletta, stai attenta alle inculate eppure ti senti un po’ più rilassata.
Prima ce l’avevi con tutti gli adulti. Ora può capitare che intavoli una relazione con uno di loro e ti infili nel loro mondo a capofitto.
Prima e dopo..
Tutto così.
E sono sicura che a trent’anni starò qui come oggi, ad elencare tutte le cose che a venti facevo e che ora non faccio più.
Ma che palle.
Cammino ma sto sempre girata. E’ come se caminassi di “sbieco” per osservare ogni tappa, ogni anno trascorso in modo diverso.
Forse perché io così non credevo di diventare. Forse perché se me lo avessero detto avrei piantato una polemica di due ore.
Ma badate bene, io sono contenta di quello che più o meno sono adesso, non ho più le fissazioni di allora, ma è come se mi impaurisse.
Certe volte riguardo le foto e penso che mi sono tradita in fondo in fondo, anche se nel modo più ingenuo e meno condannabile possibile, perché crescere non significa tradire nessuno.
Secondo me deriva tutto dal fatto che sotto sotto io non mi disprezzavo neppure ad allora.
Se dovessi scegliere fra le due Cristine, fra il Prima e il Dopo.. non saprei proprio cosa dire.
Il passato è passato e su questo non ci piove.
Chissà se anche tutti gli altri si fanno queste inutili seghe mentali.

CristinaPR ha suonato per voi un concerto di musica rock flowers son mania.
    Erano le 16:59 | link | commenti (28)



lunedì, 12 settembre 2005

I sentimenti sono costanti come le nuvole.

Roba da non credere. Un giorno dicono Ti voglio bene e il giorno dopo spariscono più veloci di Willy il Coyote. E’ così che avviene.
Prerogativa maschile o femminile?
Mah.. credo maschile. La donna tende ad inscenare quanto meno una farsa, di cattivo gusto magari, ma parte con il consueto e annoiato “Come vuoi te…” quando esce la sera, per rimbalzare sul tedioso “stasera non mi va” (che si parli di sesso o di una semplice pizza), per poi crollare in un definitivo “ti devo parlare.. è un po’ che sono strana..”
L’uomo è più diretto, non c’è che dire, la trafila della depressione di coppia non te l’ha fa assaporare, ma ha una delicatezza di uno tzunami.
Dal giorno alla notte.. “non ti amo più”.
E se non ha detto di amo?
Bè basta inserire la semplice frase “i miei sentimenti non sono più gli stessi”.
E te cosa gli fai? Mica ti puoi infuriare e schiacciare quella testa da moscerino inutile che si ritrova sul pavimento! I sentimenti? Lascia che ti spieghi una cosa, se erano VERI sentimenti non cambiano come girare il rubinetto di un lavandino… adesso è calda adesso è fredda…
Certe cose proprio non le concepisco! Mi correggo certe cose mi inorridiscono!
E’ lecito cambiare idea? Si.
E’ lecito cambiarla sul cuore? Si.
E’ lecito dirlo il giorno prima di mandarti a fanculo? No.
E’ lecito dire una settimana prima “ti voglio bene “ e dopo lasciarti senza altra spiegazione che un cambiamento improvviso di ormoni? No. No. E no!
Ed invece succede.. Succede alla ragazza che impacchetta i profumi all’Upim, a quella che prende il bus per dirigersi a lavoro, a quella che guardava al futuro domandandosi se davvero avesse e fosse stata in grado di fare il passo (enorme) di andare a convivere con lui.
Ci sentiamo sceme, ci sentiamo sbagliate o crediamo di fare qualcosa di sbagliato.
Perché forse in passato non abbiamo criptato i messaggi. Sublinari e viscidi.
O forse non ce n’erano di messaggi.. era solo che doveva andare così.
La donna reagisce tendenzialmente in modo diverso.
La donna cade in crisi e gli serve un mese buono di paranoie (condivise con il partner altrimenti non c’è il gusto del melodrammatico che ci piace tanto), di pianti, di scodinzolii già a destra e manca per sostituire il boyfriend.
Ma ti prepara quanto meno psicologicamente.
Per non parlare chi la porta all’esasperazione per farsi mandare a casa! (questo è tipico di entrambi i sessi ad essere franca.)
L’uomo no, reagisce ad impulso. Tutto zitto ma va tutto bene, non sei affettuoso ma è carattere, non mandi i messaggi ma hai da lavorare, non ti va di uscire ma sei solo stanco.. Poi come il bisogno di urinare prende il cellulare ti manda un messaggio e ti taglia le gambe.
E te donna che fai?
Ringrazi il Dio che per lo meno ti ha mandato un messaggio chiaro, senza sgattaiolare nel silenzio come un ladro di anime che nella notte fugge. Nella stessa fredda notte dove indubbiamente adesso annegherai per un bel po’ di tempo.

CristinaPR ha suonato per voi un concerto di musica rock quando mi sento carrie bradshaw.
    Erano le 11:17 | link | commenti (36)



giovedì, 01 settembre 2005

E' ARRIVATA L'ORA FORSE

Lo voglio vomitare adesso.

Te lo voglio proprio dire. A te, che neppure leggi più. Ma ne ho bisogno io.

E anche se è pubblico bisogna proprio che stasera io te lo dica.

Anni ma anni passati a rincorrere un'idea. Una sensazione, un ammirazione, una stima, uno sguardo, un completo feeling, un senso di appartenenza, un ricordo comune, un brivido di complicità, un desiderio comune, un ideale nostro.

E tutte le volte poi cazzate. Tutte cazzate per te, importanti li per li, svanire sotto i piedi, come sabbia che scivola fra le mani, dolci e delicate.

Ma vedi, per quanto io sia stata attaccata per secoli incosciamente o cosciamente alla mia infantile infatuazione, al mio prototipo e sterotipo di te, il mondo è vasto e grande. E qualche volta da delle svolte che te speri e agogni con la forza di una sedicenne matura.

Perchè certe volte può succedere che vinci. E forse io non ho ancora vinto, anzi ho perso questa partita, perdendo la pedina o l'avversario. Ma ho un'altra visione.

E quindi ho vinto.

E sono sicura che busserai di nuovo alla mia porta. Lo sento dentro che lo farai. 

Ma accanto a me non c'è più solo un'immagine. C'è altro e questo lo dovrai scontare e pagare.

So che sei giovane e puro so che sei piccolo e buono so che sei confuso e calmo so che non lo fai neppure volontariamente. Ma lo hai fatto.

E quello che avevamo non è più così raro e unico. Resta bello e io sola conosco la tua mente.

Ascolterai la mia musica, e guarderai i miei films, e saprai anche cosa scrivo, ma non sei più l'unico a vedere oltre.

A riuscire a vedere oltre. E sopratutto non sarai più l'unico in grado di cogliere il niente e tramutarlo in tutto.

E questo è triste. Triste per te.

E bello per me.

Eravamo in due. Adesso non lo siamo più.

E per la prima volta in tutta la mia vita per la prima volta so che ho una via d'uscita.

Una vita diversa possibile davanti, un battito vero all'interno e anche se finirà e anche se mi morirà ci sarà sempre stato.

La tua mossa nel passato l'hai fatta e io ti avevo avvertito, te lo avevo detto che era veramente un peccato, che era stupido di darmi ascolto che non ti sarebbe stato facile.

La prossima mossa tocca a me.... e questa volta le pedine l'ho messe bene.

Play: Samba Pa Ti. Stop.

CristinaPR ha suonato per voi un concerto di musica rock robaccia.
    Erano le 20:14 | link | commenti (27)





Il template e l'header sono opera di Insane Soul, per questo non sono il top.

 

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Potrei infamare diversa gente ma preferisco non sponsorizzare certi pensonaggi che verranno ad ogni modo e nonostante tutto nominati nei racconti del qui presente blog

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