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Sono passati già *loading* volte.
Le Socie 
Anno 2004.
Anni 21.
Sfogliando l’album delle foto, ho scritto per la prima volta la parola “socie” in occasione del compleanno della Sestini.
Per i suoi 21 anni.
Alle porte del magnifico 2005.
Dovevamo ancora affrontare il Capodanno con una banda di gay (senza offesa Anto) con Sarina che confonde il bere bene con il bere male.
Salutammo il nuovo anno al freddo di una strada, davanti ad una casa di uno che chiaramente non conoscevamo, mentre la Barellini era impegnata a vomitare tutto quello che aveva ingurgitato (e per la cronaca sarebbe rimasta negli annali come presa per il culo) tra salsicce e vino rosso.. congelando il poco tempo di brindare e di salutare gli invitati.
Dovevamo ancora affrontare Barcellona la prima vera gita delle socie insieme, distruggendoci non per la vita mondana (sieee) ma solo per un paio di scarpe sbagliate e una Ryanair con orari d’arresto.
Fatto sta che dovevamo veramente percorrere un sacco di cose, che ora non posso descrivere ne raccontare perché dovrei scrivere un libro, pero’ nacquero così.
Io avevo l’apparecchio e non sorridevo mai, ma in quella foto avevo la ebete con le labbra da nera.
L’apparecchio mi faceva sputare come nessuno mai.
Allora le coppie erano formate da : Sestini con Burgalassi.
Barellini con “il Vince”. Orlandi con Orlandi. Infatti ero single.
Felicemente single.
Non era proprio tutto rose e fiore, ma a dire la verità ero davvero vicino ad un prato fiorito, anche se poi a me i prati non è che piacciano tanto, ma faccio per rendere l’idea.
Nella foto siamo al Bombardier – pub di Signa – (ma va??? Non ci andiamo mai) e li credo di aver iniziato a chiamare queste due ragazze le mie Socie.
Credo di aver rubato il “nomignolo” Socie da un certo Marco di Genova, conosciuto in treno, detto anche “Basto”, non so il perchè del soprannome e non ricordo un granché, sta comunque il fatto che appena dissi Socie, loro alzarono la testa... Quindi non gli andava poi così non a genio.
Le giornate allora erano diverse per alcune di noi; Sestini ha cambiato posto di lavoro ma non mestiere, donna in carriera era, arrivista storpia dopo 4 anni è.
Barellini resta impiegata nella stessa azienda di cui non sopporta presumo neppure più l’odore delle sedie.
Orlandi invece avrebbe coinvolto la sua esistenza in innumerevoli cambiamenti.
All’epoca segretaria di livello “sottostipendiata, sottostimata, sotto e basta” è passata a svolgere impieghi di “sovrastimati”.
Non è che avessi da dire cose del tutto interessati su questa associazione, desideravo solo dire che questa nascita, insieme al mio anno da single ha sconvolto la mia vita, facendomi diventare quella che sono ora.
E’ l’ora della perla di saggezza.
Non so se ci avete fatto caso, ma nella vita di tutti noi, almeno che non siate Indiana Jones non è che tutti i giorni capita qualcosa di importante.
Ci sono mesi, anni, periodi che non succede niente.
Niente che veramente sia importante, niente da segnare nel calendario nè da raccontare ai figli.
E una cosa che per me può essere fondamentale (tipo la nascita delle socie) magari per le stesse persone coinvolte non è così esaltante o da rammentare.
Questo discorso per dire che non sto parlando con la bocca di tutte le tre, ma solo con la mia.
E io posso dire che la loro presenza nella mia esistenza da li in poi ha preso una piega fondamentale.
Le socie sono una sicurezza mentale più che fisica.
Ci sono periodi lunghi che io e la Sestini non ci vediamo.
Ma so che c’è. Via mail, quando devo mandare un MMS che solo lei potrebbe capire.. (a proposito all’epoca l’opzione su cel dell’MMS non mi pare proprio che nessuna lo avesse, lo escludo soprattutto per la Barellini che sicuramente ha conservato il suo cel paccone in bianco e nero per anni..)
Durante quell’anno di nascita per tanti motivi, personali, temporali e fortuiti ci vedevamo spesso in tre.. ma adesso capita che non sia possibile incontrarci sempre.
Ma a me per quanto possa fare poi la “napoletana” perchè vorrei sempre averle una a destra e una a sinistra, resta l’idea della loro presenza.
Non sto parlando di amicizia per la pelle, sto parlando di stronzate condivise, di un modo di scherzare, di vivere i venerdì sera.
Perchè dovete capire che quando le socie escono... escono loro e basta.
Non escono la Sarina, la Cri, e l’Alessia; ma escono la Tigre, la PR, e la Signora.
Basta.
E la serata spesso finisce nei soliti discorsi, pallosi, che piacciono solo a noi.
Ma dato che è un party esclusivo, per noi è una bella serata.
Con le socie non puoi troppo rimorchiare (teoria smontata un po’ dagli ultimi avvenimenti, ma è il caso che conferma la regola), perchè nessuno si avvicina più di tanto, visto che da lontano sembriamo una branca di lesbiche.
In più se ti avvicini, parliamo con il nostro slang, i nostri punti fermi, e la gente solitamente non ama non capirci un cazzo.
Vedete, quando io esco con le socie, io sono contenta anche se andiamo al cinema.
I locali, i posti sono sempre delle cose orrende, frequentate da sfigati, ma alla fine della serata, dopo una tisana ai lampone per la Signora che ora non beve neppure più perchè è una pissera, o un birraccia della tigre (sempre rabbina), ci rendiamo conto che la serata è sgattaiolata via come un fazzoletto nell’aria.
Leggera e veloce.
Senza modificare niente nel mondo, senza coinvolgere nessun’altro eccetto che noi.
I ragazzi che possiamo incontrare sono protagonisti di conversazioni che guidiamo direttamente noi, restano circondati da tre cantoni assortiti da giorni e giorni di battute e scatc.
Perdonatemi, vorrei precisare che noi vogliamo rimorchiare “noi escluso la signora che si sposa, ci mancherebbe”.
Ci piacerebbe essere le Destiny’s Child mentre camminiamo per i pubbacci di Firenze ma la verità è che appena entriamo nella macchina della tigre –meno male c’è quella macchina senno sempre in piazza a san donnino ci toccherebbe stare – le bocche si spalancano, i cicchini iniziano ad accendersi.. e bona merda.. non c’è posto altro che per noi.
Tre, numero perfetto?
Macchè tutte stronzate, siamo solo delle vecchiaccie che non riescono a vedere boccino, e quando una di noi (intendo Tigre e Orlandi) resta single, è un dramma perchè non se ne esce.
Questo post credo che diventerà lunghissimo perchè devo dire un monte di altre cose, ma taglio corto dicendo qualcosa di importante.
Per me.
E’ il momento della cosa commovente.
Sono tornata a scrivere, perchè ho trovato un motivo.
Sapete quando e perchè ho smesso.
L’unico modo per trovare il coraggio di rimettersi a pensare è stato cercare un motivo più che valido dentro di me, e credo che solitamente nello scrivere si tende a raccontare cose brutte e tristi, invece volevo tornare, per parlare di qualcosa di bello.
E ravanando dentro i miei pensieri ho trovato le socie.
E voi, ragazze, dovreste avere mille articolo, mille pensieri.
Perchè sono felice di avervi conosciute a coppia.
E anche se la Sestini è una merda perchè da buca e so che mi darà buca per la GITA 2008, mi interessa dire che siete una delle cose positive della mia vita.
E credo che anche se in modo sgangerato, e meno assiduo io faro’ sempre la napoletana per riunirvi perchè siete una parte di me, che mi piace da morire.
Finché la morte non ci prenda fra le sue magnanime braccia.
Il template e l'header sono opera di Insane Soul, per questo non sono il top.
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