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lunedì, 25 settembre 2006

A.M.I.C.H.E

All’amicizia io c’ho sempre creduto poco.
O almeno l’ho guardata sempre con ammirazione, ma verso gli uomini.
Perché loro tra cazzotti e curegge ce l’hanno un po’ il senso di questo sentimento.
Ma noi donne.. oddio noi donne li facciamo davvero pietà.
Poi che c’entra sempre per non generalizzare troppo ci sono anche i maschi che se mettono in quel posto senza guardarsi neppure in faccia, soprattutto l’ultima generazione, è proprio tremenda. Ma in generale s’hanno cavarsela con la lealtà noi ragazzuccie invece siamo pessime.
Pessime davvero.

Alle medie feci più danni della grandine.
Il problema fu nell’essere troppo convinta che nella vita si potesse un po’ contare qualcosa, che gli altri ti stessero ad ascoltare se parlavi.
Sbagliato.
Venni rimpiazzata subito da un’altra ragazza molto più carina, con più libertà e più spigliatezza all’età degli undici. E io meditavo vendetta. Ogni sera andavo a letto con qualche ferita nell’orgoglio e qualche piano per strapparle la popolarità che tanto ambivo.
Giocavo sporco come peggio non si poteva e anche loro mi ripagavano con la stessa moneta. Così passai tre anni buoni tra insulti, armistizi, tradimenti, e girate di spalle al momento del bisogno.
Tutto un parlar male alle spalle tutto un riappacificarsi dopo due secondi per poter stare a galla.
Dopo maturata una certa testa iniziai a stare sola. Parecchio sola. E la cosa a mia sorpresa non mi dispiacque tanto. Anzi cominciai a diventare una potenza di autostima e di tranquillità. Sull’amicizia ci avevo messo una pietra sopra.
E così fu per diverso tempo.

Carolina approdò nella mia vita semplicemente con naturalezza e questo fece si che io non ci badai più di tanto e mi affezionai con il tempo.
Era amica di famiglia, insomma la figlia di un’amica dello zio etc.. ed era di un anno più piccola di me. Niente poppe, frangetta a brava ragazza, un fisico snello.
La presi sotto la mia ala quasi subito.
Era simpatica, semplice e tranquilla e con lei cominciammo una stretta alleanza. Anche lei era sola, e così grazie all’unica passione in comune, che però a quattordici anni bastava e avanzava ovvero Grignani ci facemmo compagnia per tanto tempo.
Ma se tutto fosse andato liscio non ne parlerei qui dentro in questo blog senza contare che a molti non frega nulla di questa storia.
Comunque fatto sta che verso i sedici le cose iniziarono a crollare.
Perché noi ci facevamo un po’ ragazze, e i maschi iniziarono ad interessarci, di più di quel Grignani appeso al muro.
Le prime invidie manco le vedi, nascono dentro e stanno come cuccioli a graffiarti senza farlo apposta.
Dopo li sfami li fai crescere e quei cuccioli diventavano cani belli e grossi e lei mi abbandonò perché “facevo la prima donna e spadroneggiavo in compagnia”.
All’epoca mi sembrò un insulto bello e buono, una malignità, ma a distanza di anni, ripensandoci, era vero, io spadroneggiavo e facevo la prima donna.
In compagnia non avevo rivali ero bellina e sicuramente la più sveglia.
Carolina per me era il braccio destro ma questo non le bastava.
Cominciò a vedermi male, e i corteggiamenti dei ragazzi non mi giovavano per nulla, e probabilmente chissà quali altri torti mi rinfaccia dentro se stessa.
Feci tutto da sola, senza volere, all’epoca per me era più importante lei che i ragazzi in sé, ma era una “novità” vedersi guardata e alla fine il nostro rapporto divenne solo di convenienza, finchè non sparì tacitamente.

Adesso a distanza di anni noi ci salutiamo e ci piace ancora parlare perché certe sintonie non possono svanire, ma ci trattiamo alla pari e con un certo senso di distacco che delinea un rapporto maturo.
Non le porto rancore e neppure lei ne porta a me, ma di sicuro non è niente di quello che sentivamo a 13 – 14 anni quando tutte le sere dovevamo sentirci al telefono solo per ridere finchè non ti uscivano le lacrime.
Non sono triste se ripenso a questa storia.
Sono triste se penso che noi donne non riusciamo a fare più di tanto gruppo.
Che alla fine ci graffiamo a vicenda senza neppure essere così tanto brave a prendere nei punti giusti.
Perché mi piacerebbe anche a me sapere che ci sono una serie di numeri di telefono che posso comporre nei momenti del bisogno … ma non credo di avere questa serie di numeri in tasca.
E sicuramente non è tutta colpa loro.
Mi dispiace se penso che in fin dei conti potremmo anche noi passarci sopra qualche volta.
Si… in queste cose preferisco decisamente la mentalità maschile.

CristinaPR ha suonato per voi un concerto di musica rock .
    Erano le 08:58 | link | commenti (8)




Commenti
#1    26 Settembre 2006 - 15:46
 
Grandi verità.
Letto, confernato e sottoscritto
utente anonimo

#2    27 Settembre 2006 - 08:58
 
Anonino: Purtroppo sottoscrivo anch'io.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente CristinaPR

#3    27 Settembre 2006 - 09:49
 
Il problema Cri, è che la chimica delle amicizie, (quelle leggere dell'infanzia e dell'adolescenza) è legata agli interessi.
Fino a quando si hanno interessi comuni si riesce a stare insieme, ma quando questi interessi si diversificano, purtroppo, tutta l'amicizia va scemando.
Un po' diverso è il discorso delle amicizie di quando si diventa adulti dove subentrano altri sentimenti, e altri valori. E le amicizie prendono un peso differente.
Gli amici diventano di qualità, e non di quantità.
Un bacio, e bentornata. :)
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#4    03 Ottobre 2006 - 10:59
 
Io per fortuna ho avuto sempre come amiche ragazze molto diverse da me, forse è per quello che l'amicizia resiste, non c'era per nulla competizione... tutte sfigate alla stessa maniera :P
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#5    05 Ottobre 2006 - 08:32
 
Insa:Terro' in mente il consiglio mio caro, ma mi sorge spontanea una domanda..quando ci si droga insieme è un legale profondo, o di interesse?

Elesole: non è che fossero delle Dive ste tipe qui e'...
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#6    05 Ottobre 2006 - 15:55
 
Qualche anno fa avrei commentato il tuo post dicendo "Ah, le donne, chi le capisce!".
Adesso ti dico che secondo me non solo è normale ma non c'è niente di male in quello che è accaduto a te e alla tua amica.
Sì, il rapporto tra i maschi è diverso ma le invidie ci sono lo stesso. Insomma, il rapporto con gli altri (in generale) non è un tranquillo picnic per nessuno.
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#7    09 Ottobre 2006 - 10:44
 
Danilog: si in effetti ho scritto una banalità.
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#8    06 Novembre 2006 - 22:07
 
si vede che un tu guardi elle-uorld
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Commenti


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