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I lettori

Sono passati già *loading* volte.

mercoledì, 10 settembre 2008
LE SOCIE

Le Socie
Anno 2004.
Anni 21.
Sfogliando l’album delle foto, ho scritto per la prima volta la parola “socie” in occasione del compleanno della Sestini.
Per i suoi 21 anni.
Alle porte del magnifico 2005.
Dovevamo ancora affrontare il Capodanno con una banda di gay (senza offesa Anto) con Sarina che confonde il bere bene con il bere male.
Salutammo il nuovo anno al freddo di una strada, davanti ad una casa di uno che chiaramente non conoscevamo, mentre la Barellini era impegnata a vomitare tutto quello che aveva ingurgitato (e per la cronaca sarebbe rimasta negli annali come presa per il culo) tra salsicce e vino rosso.. congelando il poco tempo di brindare e di salutare gli invitati.

Dovevamo ancora affrontare Barcellona la prima vera gita delle socie insieme, distruggendoci non per la vita mondana (sieee) ma solo per un paio di scarpe sbagliate e una Ryanair con orari d’arresto.

Fatto sta che dovevamo veramente percorrere un sacco di cose, che ora non posso descrivere ne raccontare perché dovrei scrivere un libro, pero’ nacquero così.

Io avevo l’apparecchio e non sorridevo mai, ma in quella foto avevo la ebete con le labbra da nera.
L’apparecchio mi faceva sputare come nessuno mai.

Allora le coppie erano formate da : Sestini con Burgalassi.
Barellini con “il Vince”. Orlandi con Orlandi. Infatti ero single.
Felicemente single.
Non era proprio tutto rose e fiore, ma a dire la verità ero davvero vicino ad un prato fiorito, anche se poi a me i prati non è che piacciano tanto, ma faccio per rendere l’idea.
Nella foto siamo al Bombardier – pub di Signa – (ma va??? Non ci andiamo mai) e li credo di aver iniziato a chiamare queste due ragazze le mie Socie.

Credo di aver rubato il “nomignolo” Socie da un certo Marco di Genova, conosciuto in treno, detto anche “Basto”, non so il perchè del soprannome e non ricordo un granché, sta comunque il fatto che appena dissi Socie, loro alzarono la testa... Quindi non gli andava poi così non a genio.

Le giornate allora erano diverse per alcune di noi; Sestini ha cambiato posto di lavoro ma non mestiere, donna in carriera era, arrivista storpia dopo 4 anni è.
Barellini resta impiegata nella stessa azienda di cui non sopporta presumo neppure più l’odore delle sedie.
Orlandi invece avrebbe coinvolto la sua esistenza in innumerevoli cambiamenti.
All’epoca segretaria di livello “sottostipendiata, sottostimata, sotto e basta” è passata a svolgere impieghi di “sovrastimati”.

Non è che avessi da dire cose del tutto interessati su questa associazione, desideravo solo dire che questa nascita, insieme al mio anno da single ha sconvolto la mia vita, facendomi diventare quella che sono ora.

E’ l’ora della perla di saggezza.
Non so se ci avete fatto caso, ma nella vita di tutti noi, almeno che non siate Indiana Jones non è che tutti i giorni capita qualcosa di importante.
Ci sono mesi, anni, periodi che non succede niente.
Niente che veramente sia importante, niente da segnare nel calendario nè da raccontare ai figli.
E una cosa che per me può essere fondamentale (tipo la nascita delle socie) magari per le stesse persone coinvolte non è così esaltante o da rammentare.

Questo discorso per dire che non sto parlando con la bocca di tutte le tre, ma solo con la mia.
E io posso dire che la loro presenza nella mia esistenza da li in poi ha preso una piega fondamentale.
Le socie sono una sicurezza mentale più che fisica.
Ci sono periodi lunghi che io e la Sestini non ci vediamo.
Ma so che c’è. Via mail, quando devo mandare un MMS che solo lei potrebbe capire.. (a proposito all’epoca l’opzione su cel dell’MMS non mi pare proprio che nessuna lo avesse, lo escludo soprattutto per la Barellini che sicuramente ha conservato il suo cel paccone in bianco e nero per anni..)
Durante quell’anno di nascita per tanti motivi, personali, temporali e fortuiti ci vedevamo spesso in tre.. ma adesso capita che non sia possibile incontrarci sempre.
Ma a me per quanto possa fare poi la “napoletana” perchè vorrei sempre averle una a destra e una a sinistra, resta l’idea della loro presenza.

Non sto parlando di amicizia per la pelle, sto parlando di stronzate condivise, di un modo di scherzare, di vivere i venerdì sera.
Perchè dovete capire che quando le socie escono... escono loro e basta.
Non escono la Sarina, la Cri, e l’Alessia; ma escono la Tigre, la PR, e la Signora.
Basta.
E la serata spesso finisce nei soliti discorsi, pallosi, che piacciono solo a noi.
Ma dato che è un party esclusivo, per noi è una bella serata.

Con le socie non puoi troppo rimorchiare (teoria smontata un po’ dagli ultimi avvenimenti, ma è il caso che conferma la regola), perchè nessuno si avvicina più di tanto, visto che da lontano sembriamo una branca di lesbiche.
In più se ti avvicini, parliamo con il nostro slang, i nostri punti fermi, e la gente solitamente non ama non capirci un cazzo.

Vedete, quando io esco con le socie, io sono contenta anche se andiamo al cinema.
I locali, i posti sono sempre delle cose orrende, frequentate da sfigati, ma alla fine della serata, dopo una tisana ai lampone per la Signora che ora non beve neppure più perchè è una pissera, o un birraccia della tigre (sempre rabbina), ci rendiamo conto che la serata è sgattaiolata via come un fazzoletto nell’aria.
Leggera e veloce.
Senza modificare niente nel mondo, senza coinvolgere nessun’altro eccetto che noi.
I ragazzi che possiamo incontrare sono protagonisti di conversazioni che guidiamo direttamente noi, restano circondati da tre cantoni assortiti da giorni e giorni di battute e scatc.

Perdonatemi, vorrei precisare che noi vogliamo rimorchiare “noi escluso la signora che si sposa, ci mancherebbe”.
Ci piacerebbe essere le Destiny’s Child mentre camminiamo per i pubbacci di Firenze ma la verità è che appena entriamo nella macchina della tigre –meno male c’è quella macchina senno sempre in piazza a san donnino ci toccherebbe stare – le bocche si spalancano, i cicchini iniziano ad accendersi.. e bona merda.. non c’è posto altro che per noi.
Tre, numero perfetto?
Macchè tutte stronzate, siamo solo delle vecchiaccie che non riescono a vedere boccino, e quando una di noi (intendo Tigre e Orlandi) resta single, è un dramma perchè non se ne esce.

Questo post credo che diventerà lunghissimo perchè devo dire un monte di altre cose, ma taglio corto dicendo qualcosa di importante.
Per me.

E’ il momento della cosa commovente.

Sono tornata a scrivere, perchè ho trovato un motivo.
Sapete quando e perchè ho smesso.
L’unico modo per trovare il coraggio di rimettersi a pensare è stato cercare un motivo più che valido dentro di me, e credo che solitamente nello scrivere si tende a raccontare cose brutte e tristi, invece volevo tornare, per parlare di qualcosa di bello.
E ravanando dentro i miei pensieri ho trovato le socie.
E voi, ragazze, dovreste avere mille articolo, mille pensieri.
Perchè sono felice di avervi conosciute a coppia.
E anche se la Sestini è una merda perchè da buca e so che mi darà buca per la GITA 2008, mi interessa dire che siete una delle cose positive della mia vita.
E credo che anche se in modo sgangerato, e meno assiduo io faro’ sempre la napoletana per riunirvi perchè siete una parte di me, che mi piace da morire.

Finché la morte non ci prenda fra le sue magnanime braccia.

CristinaPR ha suonato per voi un concerto di musica rock a colazione da tiffany trott.
    Erano le 14:20 | link | commenti (7)



lunedì, 24 luglio 2006

LUGLIO CON IL BENE CHE TI VOGLIO..
Un ultimo post prima dell’estate, prendo in considerazione molto spesso di chiudere questo esanime Blog, da quando la mia vita si è inesorabilmente complicata mi è difficile seguire anche quelle poche passioni che mi restano.
Dello stile ho scoperto che mi piace il tennis, ci sono andata a giocare una sola volta.
Ho trovato un impiego che non mi permette di usare il pc nel pomeriggio così le ore che mi restano a disposizione di mattina e poche.
Insomma, questo per dire che non mi dispiace scrivere che mi viene anche comodo sfogarmi qui dentro ma non riesco davvero, non ci sto con i tempi.
E pensare che io ero una di quelle che non faceva davvero un cazzo…
 
Tornando a parlare dell’ultimo post prima dell’estate, (della mia estate, perché la stagione inizia il 21 Giugno, ma nella vita si deve soffrire quindi prima di Agosto in ferie non ci vai, poi sei ci vai spendi anche la mamma), volevo semplicemente dire che io sono famosa per complicarmi la vita e anche questa mandata ho fatto il mio.
Ho il mio ben da fare se così si può intendere.
Basta pensare che dovevo partire con la Socia, poi con il fidanzato, adesso con nessuno.
Probabilmente vado a Viareggio, dove per carità non sto male, ma arrivo già con il giramento di palle, potrei improvvisarmi motoscafo e farci un po’ di guadagno sopra.. ora che ci penso è tanto che ho voglia di mettere su qualcosa di tutto mio e di non lavorare più per della gente che poi gli pesa anche pagarmi i giorni di vacanza, mentre loro partano per l’Isola del Giglio.
 
Si, credo che non mi stia andando benissimo ultimamente, ma penso anche che è nella natura dell’uomo non essere mai felici, pero’ cazzo un discorso è essere incontentabili, un discorso è avere la voglia di sbatacchiare la testa contro un muro per sentire se dopo inizi a ragionare con quella invece che con i piedi.
 
Come ultima frase per salutarvi e augurare alle poche persone che sono rimaste a leggermi, dico soltanto:
alle coppie: fatevi le corna se state separati
ai single: non ci sperate di trombare
Alle coppie in vacanza insieme: tanto siete solo dei buffoni.
Alla Sarina e all’Alessia: L’amore è merda.

CristinaPR ha suonato per voi un concerto di musica rock a colazione da tiffany trott.
    Erano le 08:36 | link | commenti (11)



martedì, 07 marzo 2006

FESTA DELLE DONNE

questione di categorie

Domani si sa è la festa delle donne.
Ora siccome domani è giorno di festa, voglio sputare un po’ di merda a vanvera.
Lo faccio anche con il linguaggio che preferisco e a chi non piacciono le parolaccie consiglio di smettere di leggere, qui.
Poi non so come viene questo post, magari ne dico solo una .. vediamo, dipende dalle cose che mi vengono in mente.
Tanto faccio come voglio.
Prima di tutto voglio dire che mi volete stronza.
E io sono una donna e sono anche un po’ stronza, si perché ho scritto delle parole dolci (c’ho messo la vodka in mezzo e qualche canna perché non si sa mai che vi confondesse con le pisserine che ci sono a giro), ma non vi sono piaciuta.
Allora mi vendo.
Si perché la donna generalmente si vende.
E sapete perché si vende?
Perché fondamentalmente vuole piacere, sempre, indiscriminatamente, a tutti, al mondo.
Ma nessuno può piacere al mondo intero, neppure la Britney Spears piace a tutti, anche se con il seno perfetto, freddo, rifatto.
Cheppoi anche io mi rifarei qualcosa se potessi, se mi pagassero il chirurgo.
Vogliamo essere apprezzate, vogliamo tutti che ci sorridano e ci guardino il culo mentre passeggiamo però se il poveraccio cerca l’approccio dobbiamo far finta di non essere interessante.
Ah questa è bella.
Sempre con l’aria da spocchiosa che va in giro a farsi fare i complimenti.
Poi fa le cosaccie a letto come le altre.
E poi le altre chi sono?
Le puttane che battono per strada?
Non so le categorie io.. non le ho mai onestamente capite bene.
Ma è una mia colpa lo ammetto.
Per me ci sono chi lo fa a pagamento, chi lo fa perché lo deve fare altrimenti salta il rapporto chi lo fa perché gli piace.
Invece a mia insaputa si sono creati sei mila sottoinsiemi, ci sono le troie che parlano con tutti.
Non ve lo avevano detto?
Eh si.. ci sono.
Se una ragazza non se la tira e tranquillamente scherza scambia due battute è comunque una troia e scende vorticosamente al pari di chi lo fa per soldi.
Ma lei di soldi non ne prende; no prende solo di baldracca.
L’uomo parla solo per trombare se no non gli interessa scambiare alcuna parola con la femmina ergo la donna se accetta la conversazione è perché gli interessa la stessa cosa.
Così siamo tutte un po’ troie.
Però se una non vuole essere additata da poco di buono e dice alla Vasco “no” allora deve fare la cattiva, deve non parlare con nessuno, deve essere spiritosa ma pallosa e piatta piatta e magari rispondere pure male se qualcuno lancia qualche battuta..
Però dopo sei ACIDA.
Allora.. meglio troia o acida?
Ditemi voi come preferite.
Io ho scelto la prima categoria per lo meno mi faccio due risate e gli faccio morire tutti di seghe.

CristinaPR ha suonato per voi un concerto di musica rock a colazione da tiffany trott.
    Erano le 11:01 | link | commenti (25)



venerdì, 03 marzo 2006


STRALCI

[.. la sua mano sopra la mia che mi accarezza leggermente con il pollice mentre la tengo appoggiata all’armadio,. La luce mi è rimasta impressa un po’ arancione un po’ fioca.
Ho proprio la fotografia delle due mani, il mio dorso e il suo pollice che piano piano scivolava sulla pelle, senza sicuramente farci caso.
E io che le guardavo, volutamente.
Alzando la testa osservando il gesto solo il gesto senza vedere altro..]

[ la vodka che cade irruente dentro il bicchiere preso all’Ikea. Le risa e lo sguardo felice di lui.
Si, e subito dopo il mio sbandamento vicino alla sedia, i tacchi piccoli che avevano voglia di essere lasciati liberi, l’equilibrio precario, la sbronza che si alzava dentro, il caldo appiccoso di quella cucina e la magliettina accollata tirata un po’ su.
Avremo bisogno di una canna, avremmo bisogno di dormire insieme.
Il tempo che scorre, io che guardo l’orologio ogni tanto e qualcosa che mi prende allo stomaco mi fa contare i minuti, prima che lui esca dalla porta, prima che l’ossigeno di questo appuntamento finisca.
Vorrei non doverti salutare, vorrei non dover finire così questa serata, tra poco partirai e non voglio che tu vada via stasera.
Tra poche ore mi dovrai farei gli auguri, tra pochi giorni partirai e starò tanto, troppo tempo senza vederti e forse le cose tra di noi cambieranno di nuovo, come sono cambiate in questi giorni, come sono mutate in questi mesi.
Prima non mi vedevi, poi mi hai visto, poi mi hai voluta, poi volevi non desiderarmi più, e dopo ti sei arreso al tuo sentimento soffrendo e ridendo, senza capire più un cazzo.
E’ così che ti sei innamorato di me, in quel momento ti stavi innamorando ma non lo sapevi, guidavi una macchina senza la strada, seguivi il paesaggio e a seconda di cosa li per li ti sembrava bella e poi improvvisamente, all’ultimo svoltavi.
Chissà se ti fermerai, chissà se alla fine focalizzerai quello che c’è dentro di noi, io non lo so.. non posso decidere per nessuno dei due, se te mi vorrai ti seguirò in capo al mondo, ma se non farai il primo passo dovrò restare insofferente come avevo recitato in passato, ti prego fa che non si fermi, fa che vada avanti, fa che alla fine realizzi che non è più una leggerezza, che non siamo più due semplici individui singoli fini a se stessi, ma che vogliamo unirci e camminare insieme, che senza di me il domani ti sembra vuoto senza contenuti.]

CristinaPR ha suonato per voi un concerto di musica rock a colazione da tiffany trott.
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mercoledì, 15 febbraio 2006

NOI, QUELLE NORMALI

Noi siamo quelle che davanti ad un funzionario della posta troppo nervoso, restiamo impacciate al vetro.

Siamo quelle che se ci dicono che “è sbagliato” o che “abbiamo scazzato qualcosa”, non pensiamo neppure un secondo che non sia vero, ma cadiamo subito nel senso di colpa e nel dubbio.

Noi siamo quelle che davanti allo specchio mentre ci asciughiamo i capelli con la musica, strizziamo gli occhi e facciamo le pose delle modelle nei servizi fotografici. Quando i capelli cadono in modo casuale dappertutto anche se poi tanto casuale non è.

Noi siamo quelle che se c’è un pazzo sopra il bus che fa casino e molesta restiamo imbarazzate e abbassiamo tremendamente la testa.

Noi siamo quelle che camminando veloce per la strada se sentiamo un alito di vento caldo e primaverile ci viene subito da sorridere.

Noi siamo quelle che in bagno prima di farci la doccia ci osserviamo attentamente cercando di capire cosa è invecchiato, cosa non và.

Noi siamo quelle indossiamo il piumino solo perché tutti lo indossano, ma sinceramente non ne capiamo ne lo stile ne la bellezza.

Noi facciamo sempre la fila, e non brontoliamo mai, e se al massimo ci scoccia davvero tanto, emettiamo delle sbuffi di protesta che non fanno paura neppure ai gattini di periferia.

Noi siamo brave ad arrabbiarci sul serio solo con le persone che stimiamo, e di cui in fin dei conti ci interessa davvero.

Noi camminiamo nei tacchi poche volte perché inciampiamo spesso anche con le scarpe comode, quando non ci sono ostacoli davanti a noi.

Noi siamo quelle che all’amore ci crediamo il giusto, finchè non tocca a noi.

Siamo quelle che in gruppo ci sentiamo anche un po’ forti e ganze, ma se siamo sole, non vogliamo essere conosciute o rimorchiate perché ci vergogniamo.

Noi,  siamo quelle che si analizzano di più e poi ripartano sempre da capo, perché sappiamo di non essere tanto male, ma vorremmo essere meglio.

CristinaPR ha suonato per voi un concerto di musica rock a colazione da tiffany trott.
    Erano le 10:38 | link | commenti (23)



martedì, 22 novembre 2005

MASOCHISMO INTELLETTIVO

Perchè vogliamo sempre farci del male?
Va tutto bene, è una favola dolce, tutto scivola sulla pelle come miele, anzi come olio abbronzante al cocco, che ti fa sembrare la pelle ancor più morbida e profumata di quello che in realà è.
Tutto cade dal cielo, come Renzo che trovava il pane per terra e pensava fosse la città della ricchezza...
(dai Promessi Sposi ndr);
Invece di ricchezza non ce n'era. Era solo un'illusione momentanea, era una sommossa popolare che aveva tramutato il disagio in caos.
E mi metto a pensare, intensamente, forse e sicuramente troppo, di quante volte vediamo quell'oro luccicare, quell'oro splendere e di quanta merda in fin dei conti esso nasconda.
Cioccolatino dalla forma tonda che sembra un denaro invece è solo fondente.
Pubbicità dei cinque cereali: cosa si nasconde dietro quello strato di nocciola?
Forse se ne mangi troppo viene l'ulcera.
Di certo è venuta a me, a forza di andare avanti senza vedere.
Ma si sa, chi è ignorante sta bene nella sua incosapevolezza.
Quanto vorresti essere all'oscuro?
Quante volte vorresti non conoscere?
E la tua bocca dovrebbe sigillarsi, la tua testa smettere di macinare domande cretine di cui dentro sai già la risposta, e invece la vuoi sentire da altre lebbra.
La stessa risposta.
Così mi rendo conto di quanto siamo masochisti, di quanto lo star bene non ci accontenti, di quanto l'ingordigia umana si nasconda schifosa, dentro anche le più tenere viscere.
E' così vogliamo star male, a tutti i costi, inventiamo e disegnamo problemi dopo magari mesi di assenteismo (e presenti nella felicità) solo per vedere se si può soffire ancora.
Solo perchè c'è una natura che ci spinge.
Per vedere se il viziaccio è ancora parte pulsante e integrante di noi.

... desiderio fortemente diventare un'altra e chiedermi solo perchè Albano ha divorziato dalla sua consorte...
Ma mentre rigiro queste insulse domandine da quiz alla Papi, sento lo stomaco spingere a chiedere ancora, ancora, ancora, un'altra domanda..  consapevole di sapere già il responso.
E senti solo una gran rabbia, sperando che passi e che non si scarichi contro il primo che ti incrocia.

CristinaPR ha suonato per voi un concerto di musica rock a colazione da tiffany trott.
    Erano le 16:33 | link | commenti (20)



martedì, 15 novembre 2005

LA DOMANDA DEL GIORNO:

Ho un amico che ultimamente mi ha raccontato che facendo l’accompagnatore busca al giorno € 150,00 (se fa compagnia a industriali per le trasferte in Italia); 100,00 se invece resta in Firenze e provincia, 500,00 per le uscite estere, tutto logicamente debitamente pagato, hotel, ristoranti, vizi e quant’altro occorrer possa.

 

Ora, nonostante il poco tempo che dispongo in questi giorni, senza contare la sfacchinata da un ufficio all’altro e il riassemblamento della mia vita, mi stavo domandando: ma perché continuo a professare il mestiere di segretaria?

 

A voi, umili lettori la risposta.

CristinaPR ha suonato per voi un concerto di musica rock a colazione da tiffany trott.
    Erano le 15:35 | link | commenti (18)



mercoledì, 12 ottobre 2005

LUOGHI COMUNI ABBRONZATI

Questa estate camminando sulla riva insieme ad un mio caro amico, che non legge quindi inutile che mi metta a far saluti ma che ci tengo a precisare stimo tantissimo, abbiamo approfondito insieme vari aspetti e lati sul mondo femminile.
E’ normale che tanti uomini con la sottoscritta si trovino più liberi e a loro agio a palare di ciò che pensano dell’altro sesso, dato che io per prima infamo la medesima categoria a cui appartengo.
E badate bene non è che la infamo ad occhi chiusi, ci penso, valuto e credo di poter stillare poi un rapporto completo sul comportamento delle donne, come degli uomini del resto, assumendomi anche le critiche e le generalizzazioni di cui parlo.
Ora, tornando a me ed a Simone e alla spiaggia, parlando e sudando lui mi dice che non vi sono categorie, ma solo un enorme insieme contenente tutti gli individui riconosciuti come donne denominato “un po’ zoccole”. Chi più, chi meno ma siamo tutte li. Chiaro, bene prendo appunto e mi rincammino.
Poi dice “ ci sono quelle che lo fanno per piacere, per soldi, per noia, per passatempo, per dovere, ma lo fanno tutte”.
Bè primo appunto e le suore?
Ad ogni modo con l’olio abbronzante appiccicato alla pelle i capelli bagnati e i miei occhiali da 250 Euro della Channel arrivo al luogo di incontro, accaldata e incasinata di tutte queste chiacchere.
Anche perché l’amico spiega minuziosamente che le donne in generale da sole senza l’uomo non ci sanno stare, e che la vera figura del single ai giorni nostri resta comunque il maschio.
Perché la donna entra in competizione con l’amica per esempio se l’altra va al cinema il sabato con il ragazzo, l’amica si sente esclusa e triste se è senza partner essendo obbligata magari a restare a casa con la Maria De Filippi.
Dice anche che piuttosto dovremmo emanciparci davvero invece di sbandierare la parità a parole e basta ma di renderla realizzabile sotto forma di prove concrete tipo fidanzarci solo quando proviamo davvero un sentimento puro e sincero, non per inerzia.

….. Io volevo solo dire che secondo me invece c’è una categoria differente per le donne.
Non è vero che siamo tutte zoccole.
C’è anche a chi del sesso non gliene frega nulla.
Però tra le zoccole c’è un sottoinsieme.
Ovvero tra chi lo da e chi non lo da.
Concessione o non concessine del bene più caro ovvero l’ano.
Secondo me è solo li la sostanziale e nitida scissione nel mondo femminile.
Se dovessimo dividere gli uomini io lo fare tra i Segaioli e i non.
Per le donne tra chi permette il rapporto anale e chi no.

Forse forse avrei dovuto dirlo a Simone mentre passeggiavamo per il bagnasciuga.
Non credete?

CristinaPR ha suonato per voi un concerto di musica rock a colazione da tiffany trott.
    Erano le 17:32 | link | commenti (41)



mercoledì, 27 luglio 2005

CERCARSI

Ragazzo disponibile anche part – time che intrattenga giovane ventenne simpatica ed avvenente.

Si gradisce un forte senso dell’umorismo stile Hugh Grant, carismatico e sorridente. Lavoratore serio e automunito (con tutti e venti i punti alla patente).
Sincero ed affidabile, che sia gentile anche con le amiche senza cadere però in baccagliamenti multipli.
A letto pretendo dolcezza e sensibilità ma anche un innato senso di mascolinità al momento giusto, parlantina sessuale fantasiosa e esilarante, biancheria profumatissima, e versatilità psicologica.
In compagnia invece si desidera che tenga una presenza attiva, intellettualmente preparata ma non troppo, che abbia delle debolezze e che talvolta scivoli in piacevoli e spiritose gaf.
Pacifista d’animo non deve alzare mai le mani se non messo con le spalle al muro; deve essere paziente mentre in coda attende di passare con la macchina, con me deve avere un buon livello di sopportazione quando io non rispondo al telefono perché non lo sento, o sono in giro o me lo dimentico o non l’ho ricaricato, o l’ho lanciato da qualche parte e non lo trovo.
Coinvolgente nei propri hobbie ed interessi deve saper lasciare il tempo e lo spazio all’altra persona, cercando si di tanto in tanto di catturare la mia attenzione nel proprio mondo ma fino ad un limite.
Richiesto feeling di sguardi e di ammicchi.
Mi deve togliere i pesi dalle spalle, e non aggiungerne, deve saper dire “va bene” anche quando non lo è, deve comprendere che “adesso non è il momento” ma anche quando è l’ora di abbattere un muro.
Deve colpirmi. Deve farmi perdere il controllo.

Non necessitano particolari doti artistiche ma se suona è meglio. Magari la chitarra.

Fisicamente:
Onde evitare inutili discorsi ampollosi sulla presenza fisica allegare foto (visibilmente chiara!)

RingraziandoVi per la cortese attenzione, attendo con sollecitudine un Vs. riscontro.

(BONA MERDE!)

C’è aria di voglia di innamorarsi, devi essere il vento che soffia dalla parte giusta.

CristinaPR ha suonato per voi un concerto di musica rock a colazione da tiffany trott.
    Erano le 09:19 | link | commenti (49)



giovedì, 14 luglio 2005

GESTI INASPETTATI 
Stavo seduta sul tuo divano, parlando di cavolate con il solito sorrisino che da sempre ti compiace e mi caratterizza.
Distratta giocherellavo con qualcosa, forse il telefonino mentre neppure ti guardavo..
..e così dal nulla ho sentito trapelare un po’ di rammarico.
Lo hai detto come si dice una qualsiasi altra cosa, ma non lo era, e mi sono fermata un istante, ho smesso di sparare stupidaggini e ho cercato il tuo sguardo, ma ho incrociato solo le spalle.
Ho deglutito. Poi l’ho buttata sul ridere, perché a me di esser seria non mi riesce, ed in particolar modo con te.
Te hai riso, i tuoi occhi l’ho appena intravisti perché camminavi per la stanza, e mi sei passato vicino.
E poi.
Mi hai fatto una carezza, leggera, un grattino sulla testa.
Qualcosa di veloce, di carino, di paterno, di fraterno.
E mi è sembrata l’unica carezza mai ricevuta.
Forse la prima carezza che tu mi abbia mai fatto.
All’istante mi si è congelato il sorriso che avevo.
La saliva per deglutire non c’era più.
Cos’era quel gesto?
Il mio amico cinico dov’è?
Ora le spalle te le davo io.
Perché non volevo che mi vedessi, mentre con gli occhi fissavo il vuoto, il divano rimesso in ordine, le foto sugli scaffali della libreria, il sole che spifferava dalle persiane.
Sei sembrato triste per i tuoi anni, temporaneamente riflessivo, ma non so altro perché non abbiamo chiarito. Le mie considerazioni me le sono tenute dentro anche se ho avuto la percezione che tu facessi altrettanto.
Che fitta tremenda al petto, vederci per un secondo seri.
Tu sei quello con cui dico le cose ghiozze senza preoccuparmi di esserne giudicata. 
Una carezza così tenera dalle tue mani non avrei saputo neppure immaginarla.
Per un gesto così, ricevuto di nuovo, con la stessa spontaneità e amarezza si potrebbe soffrire. Si potrebbe sentirne il desiderio. La mancanza.
Di queste movenze non conosco il sapore, e non ne voglio più sentir parlare, perché improvvisamente mi è venuta voglia di stringerti e di fissarti a me.
Mentre prendevo l’ascensore mi sono chiesta se tutta questa vibrazione è così solo perché ha una data di scadenza.
Se non ci fosse apportata l’etichetta con scritto sopra “consumarsi entro il…/…/..” non sarebbe così intensa e forte.
Vero?
Necessitiamo tutti di date; scorgendo l’immediata fine possiamo abbeverarci fino all’ultimo sorso di quello che ci piace e di quello che viviamo; trasformandolo in tenerezza sorprendente, procacciandolo ai nostri occhi come affinità entusiasmante.
Ci piace la frase per sempre, ma ci stimola di più cogliere l’attimo.
Ci preoccupiamo di sistemare la costanza, ma ci emozioniamo con la precarietà.
Ma la dolcezza, i gesti d’affetto, come quella carezza, non hanno tempo ne regole, e in quel momento sono tornata ad essere la vecchia Cristina.
Per poco però, il senso di vuoto non mi ha soffocata, mi sono alzata ho detto una parolaccia e ti ho salutato.

CristinaPR ha suonato per voi un concerto di musica rock a colazione da tiffany trott.
    Erano le 17:02 | link | commenti (25)





Il template e l'header sono opera di Insane Soul, per questo non sono il top.

 

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Potrei infamare diversa gente ma preferisco non sponsorizzare certi pensonaggi che verranno ad ogni modo e nonostante tutto nominati nei racconti del qui presente blog

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La chitarra nell'header è una JS30WR Warrior prodotta dalla Jackson Guitars.

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